Estradato in Italia l'ex brigatista Ghiringhelli

L'ex brigatista rosso Marcello Ghiringhelli, in un'immagine ripresa il 19 novembre dello scorso anno a La Chaux-de-Fonds Keystone

L'ex membro delle Brigate Rosse Marcello Ghiringhelli (foto) è stato estradato in Italia mercoledì. È stato preso in consegna dagli agenti della Questura di Milano per essere interrogato dal pubblico ministero milanese Elio Ramondini.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 settembre 2000 - 17:34

Arrestato il 29 gennaio 1999 a La Chaux-de-Fonds (nel Canton Nuchâtel), Ghiringhelli era stato condannato, il 19 novembre 1999, dal Tribunale correzionale della città neocastellana a due anni e mezzo di reclusione per atti preparatori a una rapina, acquisto illegale di armi e falsità in documenti.

Il 21 dicembre 1999, il Tribunale federale aveva respinto il ricorso dell'ex brigatista rosso e confermato la decisione dell'Ufficio federale di polizia, che aveva accettato la richiesta di estradizione delle autorità italiane.

Il suo arresto a La Chaux-de-Fonds era stato compiuto dopo un mese di latitanza. Ghiringhelli aveva fatto perdere le tracce la sera del 27 dicembre 1998, quando non era rientrato nel carcere di Novara, approfittando di un permesso premio.

In Italia era stato condannato all'ergastolo nel 1984, per la partecipazione ad una rapina, nel corso della quale furono uccise due guardie giurate della 'Mondialpol' - Antonio Pedo e Sebastiano D'Alleo -assassinati il 21 ottobre 1982, durante l'assalto alla filiale di Torino del Banco di Napoli.

Un secondo ergastolo gli è poi stato inflitto nel 1986, come membro della colonna napoletana delle Br, responsabile tra il 1980 ed il 1982 di dieci omicidi, quattro sequestri, rapine e ferimenti.

swissinfo e agenzie

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