The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera
Ursula von der Leyen e Guy Parmelin

Oggi in Svizzera

Care svizzere e cari svizzeri all’estero,

Il Forum economico mondiale inizia in modo rocambolesco. Le mire statunitensi sulla Groenlandia dominano il summit di Davos. Nei loro discorsi, il presidente della Confederazione e la presidente della Commissione europea parlano di una turbolenta situazione geopolitica.

Parallelamente al WEF, l'attenzione dei media è attirata anche da uno studio svizzero che dimostra che le mucche sono più intelligenti di quanto finora ritenuto. Come si è giunti a questa conclusione?

Cordiali saluti da Berna.

Ursula von der Leyen e Guy Parmelin
Ursula von der Leyen e il presidente della Confederazione Guy Parmelin prima di una sessione plenaria nella sala congressi durante il 56° Incontro annuale del Forum economico mondiale (WEF) a Davos, martedì 20 gennaio 2026. Keystone / Laurent Gillieron

Il Forum economico mondiale 2026 di Davos è iniziato in un contesto di tensioni geopolitiche estreme. Nonostante il motto “A Spirit of Dialogue”, la scena è dominata dalle minacce tariffarie del presidente statunitense Donald Trump e soprattutto dalla sua richiesta di acquistare la Groenlandia.

Trump minaccia gli Stati europei con dazi fino al 200%, mentre la Danimarca e altri Paesi dell’UE oppongono resistenza. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sottolineato nel suo discorso di martedì a Davos che l’UE reagirà “in modo fermo, unito e proporzionato” alle minacce di Washington.

La Svizzera tenta nel frattempo di ottenere slancio diplomatico dalla situazione. Il presidente della Confederazione Guy Parmelin vuole portare avanti i negoziati per un accordo commerciale con gli Stati Uniti, allo scopo di ridurre drasticamente i dazi sull’export elvetico. Nel suo discorso al WEF ha sottolineato l’importanza dell’unità e delle relazioni internazionali.

Parallelamente, lunedì sera a Zurigo si sono verificati gravi disordini. Durante una manifestazione anti-Trump che ha radunato migliaia di partecipanti, la polizia ha usato cannoni ad acqua e proiettili di gomma contro i “black bloc”, dopo che erano state distrutte vetrine ed erette barricate. L’organizzazione Campax ha criticato il WEF come una mera “storia di soldi e potere”.

Soldato dietro a un tavolo su cui è posato un fucile
Un soldato dell’Esercito svizzero restituisce la propria arma di servizio al momento del congedo. Keystone / Gaetan Bally

Il Controllo federale delle finanze (CDF) accusa l’Esercito di sprecare milioni di franchi a spese dei contribuenti nello smaltimento degli armamenti considerati obsoleti. Nonostante ripetuti richiami, mancano regole vincolanti per una gestione efficiente del materiale dell’Esercito, una critica che arriva proprio mentre le forze armate richiedono nuovi crediti miliardari.

Nonostante svariati richiami e una raccomandazione di “priorità 1”, dal 2020 non sono stati compiuti progressi significativi in materia di risparmio e mancano direttive interne vincolanti che garantiscano un impiego efficiente dal punto di vista economico dei mezzi a disposizione, afferma il rapporto del CDF.

In particolare, è criticato il fatto che le considerazioni sui costi svolgono raramente un ruolo nelle decisioni riguardanti lo smaltimento del materiale. Ad esempio, molto equipaggiamento di valore, in passato, non è stato venduto, ma consegnato a dei musei.

Il ministro della Difesa Martin Pfister cerca ora di contrastare la situazione imponendo un controllo finanziario più severo. Un test sarà la prevista messa fuori servizio dei jet F‑5 Tiger, scrive il quotidiano Blick. Il CDF si aspetta che i famosi velivoli della Patrouille Suisse, che andranno presto in pensione, vengano venduti.

smartphone con icone dei principali social media
Un numero crescente di Comuni svizzeri punta sui social media. APA / Hans Klaus Techt

Quanta presenza online è necessaria per le autorità? Mentre i Comuni svizzeri stanno ampliando massicciamente la loro attività sui social media, il Partito socialista (PS) chiede al Governo federale di lasciare la piattaforma X.

Una recente indagine mostra che i social media stanno diventando lo standard imprescindibile per le autorità svizzere. Quasi un Comune su due utilizza almeno un canale, con Facebook e Instagram in posizione dominante, riporta l’agenzia di stampa Keystone-ATS. Quelli rurali e periferici vantano la maggior quota di follower rispetto al numero di abitanti. 

Parallelamente a questa espansione da una parte, dall’altra cresce la pressione politica sul Consiglio federale affinché lasci la piattaforma X. Il PS definisce il social “pericoloso per la collettività” e avverte che la presenza istituzionale rischia di renderlo complice dell’estremismo di destra.

I Verdi condividono questo punto di vista e chiedono una regolamentazione più stretta in materia di protezione dei minori. I partiti borghesi, come il Partito liberale radicale (PLR) e Il Centro, respingono un ritiro dalla piattaforma. Sostengono che la Svizzera ufficiale deve mantenere la propria presenza proprio negli spazi digitali problematici. Un ritiro lascerebbe campo libero all’estremismo, mentre la partecipazione attiva garantisce, secondo loro, la visibilità dello Stato.

Mucca si gratta con scopa di legno che regge in bocca
Veronika ha sorpreso ricercatori e ricercatrici con l’uso preciso di una scopa. Keystone / Antonio J. Osuna

La mucca Veronika ha mostrato alla scienza che i bovini non si limitano solo a pascolare, ma possono anche utilizzare strategicamente degli utensili per il proprio benessere.

La mucca austriaca Veronika, esemplare della razza “bruna svizzera”, non usa rami e scope semplicemente per grattarsi in punti difficili da raggiungere: padroneggia un vero e proprio uso dello strumento.

Per la schiena usa le setole, mentre per le zone più delicate, come le mammelle, il manico liscio. Un impiego sistematico delle diverse proprietà di un singolo oggetto per funzioni diverse era stato finora documentato in modo comparabile e costante solo negli scimpanzé.

Esperte ed esperti dell’Istituto di ricerca per la relazione uomo-animale di Vienna, sostenuto da una fondazione svizzera, ritengono che molte mucche potrebbero fare molto di più, ma che la vita quotidiana nelle monotone stalle semplicemente non offre loro motivo per mostrare queste capacità, ipotizza la televisione tedesca ARD nel suo notiziario.

Lo studio mostra che dobbiamo ripensare radicalmente il nostro rapporto con gli animali da reddito e solleva la domanda se i nostri metodi di allevamento siano ancora adeguati ai tempi.

Tradotto con il supporto dell’IA/Zz

I più letti
Quinta Svizzera

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR