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Definito il bilancio delle vittime dell’inferno del San Gottardo

La zona dello scontro tra i due autocarri all'origine della sciagura nella galleria autodtradale del San Gottardo Keystone

Undici morti: dovrebbe essere questo il bilancio definitivo del terribile incidente stradale avvenuto mercoledì mattina nella galleria autostradale del San Gottardo.

Il condizionale, sul numero delle vittime, è ancora d’obbligo perché le autorità non hanno ancora stilato il bilancio definitivo ufficiale della sciagura. L’indicazione si basa sulle prime ispezioni dei tecnici che sono finalmente riusciti ad entrare nella zona critica del tunnel, dove non hanno trovato altre vittime, oltre alle undici già accertate.

Nella zona sono stati trovati i due veicoli pesanti all’origine dell’incidente, le carcasse di cinque altri autocarri e di cinque automobili, in cui non sono stati trovati cadaveri. Il comandante della polizia cantonale ticinese Romano Piazzini ha escluso «che altri veicoli siano rimasti schiacciati sotto le macerie della volta del tunnel crollata». Secondo Piazzini, il dato «fa ben sperare» che il bilancio delle vittime non si aggravi rispetto a quello già noto.

Per quanto riguarda le segnalazioni di persone scomparse, il loro numero è sceso ad un’ottantina (venerdì sera erano ancora 113). La galleria rimarrà chiusa fino a lunedì, quando squadre speciali della polizia scientifica specializzate nel riconoscere i corpi delle eventuali vittime faranno il loro ingresso nel tunnel. I lavori di messa in sicurezza si sono conclusi sabato pomeriggio.

Chiuso per mesi?

Non si sa per quanto tempo il traforo autostradale del San Gottardo resterà chiuso: potrebbe trattarsi di settimane o anche mesi. L’autostrada rimane praticabile solo per il traffico leggero in direzione sud, mentre il traffico pesante viene deviato sulll’autostrada A13, la cui carreggiata in direzione nord era stata bloccata giovedì a causa di un incidente mortale all’altezza di Pian San Giacomo. La Confederazione potrebbe istituire nei prossimi giorni una Task Force incaricata di valutare le conseguenze dell’incidente. Il gruppo di lavoro dovrebbe in particolare proporre soluzioni per deviare il traffico, poiché le alternative attuali sono insufficienti. Bisognerà studiare a fondo i mezzi impegnati e la capacità delle Ferrovie federali svizzere (FFS). Non sembra invece ancora in discussione una collaborazione con i paesi confinanti.

Ripristinati treni navetta

Per far fronte all’emergenza traffico, viene potenziato il trasporto su rotaia. Allo scopo, le Ferrovie Federali Svizzere hanno ripristinato, a partire da venerdì mattina, il servizio di treni navetta tra Göschenen e Airolo. Nel frattempo la Ferrovia del Lötschberg (BLS) ha raddoppiato la capacità di carico dei propri treni navetta. Il trasporto di vetture sotto il San Gottardo prevede un treno ogni ora in entrambe le direzioni, per un totale di 140 vetture per volta. È la prima volta dal 1980, quando fu aperta la galleria autostradale, che nel tunnel ferroviario del San Gottardo tornano a circolare i treni spola. Il servizio costa 40 franchi per automobile.

Disagi anche in Italia

La tragedia del Gottardo ha ripercussioni anche in Italia, dove gli autotrasportatori hanno chiesto al governo un temporaneo sblocco del Brennero, il cui transito è contingentato dal sistema degli «ecopunti». Gli autotrasportatori italiani ricordano in particolare che il blocco del Gottardo è aggravato dalla chiusura del Monte Bianco, dal contingentamento del traffico sul Brennero e dell’intasamento al traforo del Frejus, il cui traffico è raddoppiato a circa 8 mila veicoli al giorno dopo l’incidente. Solo dal San Gottardo, si riverseranno sulle altre vie di transito altri 5 mila automezzi, che contribuiranno ulteriormente a peggiorare le condizioni di sicurezza, fanno notare gli autotrasportatori, secondo i quali si sta assistendo ad un vero e proprio ingolfamento delle assi di collegamento all’Europa.

Il Monte Bianco riaperto entro fine anno

Sotto il traforo del Monte Bianco e sotto quello del Frejus automobili e camion circoleranno a senso unico, a giorni alterni verso l’Italia o verso la Francia. Questa la soluzione che Italia e Francia hanno trovato per la riapertura ad inizio 2002 «nelle condizioni di massima sicurezza» del traforo del Monte Bianco.

Il traforo del Monte Bianco – sotto il quale perirono in un incendio 39 persone il 24 marzo 1999 – sarà riaperto unicamente per le automobili da sabato 15 dicembre soltanto per le feste natalizie; poi ci vorrà qualche settimana per mettere a punto una segnaletica adeguata per il senso unico. Ci vorranno segnali stradali nuovi, inediti, ma anche una campagna di informazione che raggiunga capillarmente tutti gli utenti dei tunnel che si troveranno a dover scegliere – secondo il giorno in cui viaggeranno – l’itinerario del Frejus oppure quello del Bianco.

Pressioni dell’Europa su Berna

A livello politico da segnalare, infine, che la Commissione europea ha chiesto vemerdì a Svizzera ed Austria di consentire il superamento dei contigenti previsti per i veicoli pesanti, al fine di eliminare gli ingorghi creatisi sulle strade europee in seguito alla tragedia del San Gottardo. In un comunicato, la Commissione UE sollecita «risposte più immediate» ai gravi problemi posti dalla chiusura della galleria elvetica.

Bruxelles domanda a Berna e Vienna di dar prova di flessibilità ed esaminare le possibilità di «autorizzare, in una certa misura, il transito di mezzi pesanti oltre le quote esistenti (sistema degli ecopunti per l’Austria e autorizzazione di circolazione per i camion di 40 tonnellate per la Svizzera)».

La Commissione insiste anche sull’impiego massimo delle capacità del traffico combinato strada-ferrovia. Per Bruxelles, il «drammatico incidente del San Gottardo è un motivo in più per fare tutto il possibile per trasferire il trasporto merci dalla strada
alla ferrovia».

swissinfo e agenzie

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