Forte disavanzo della bilancia commerciale nel primo semestre dell’anno
Nuova, robusta crescita del commercio estero nel primo semestre 2000. Le importazioni sono aumentate del 13,9 percento raggiungendo 62,4 miliardi di franchi, mentre le esportazioni sono progredite del 12,7 percento salendo a 61,8 miliardi.
I dati sull’andamento della bilancia commerciale svizzera sono stati resi noti venerdì dal Dipartimento federale delle finanze. La bilancia commerciale si è chiusa con un disavanzo di 609 milioni di franchi. Alla fine del 1999 risultava ancora un’eccedenza di 20,1 milioni.
La crescita delle transazioni si è verificata soprattutto nei rapporti con i Paesi non appartenenti all’Unione europea, in particolare con le nazioni in via di sviluppo.
Il prezzo del petrolio ha inciso profondamente sulla bilancia dell’import. Il valore delle sole importazioni di benzina è cresciuto del 140 percento. Un forte aumento si registra anche nel settore delle materie prime e dei semi lavorati. Nei primi sei mesi dell’anno è invece rallentata la crescita dell’import di prodotti di consumo: ad esempio l’importazione d’auto risulta stagnante.
Sul fronte opposto tutti i settori, a parte quello dei tessili, sono riusciti ad aumentare le vendite all’estero. In prima fila si trovano l’industria di precisione e quelle orologiera e metalmeccanica. Più moderate le progressioni dei prodotti alimentari e generi voluttuari. In calo invece le vendite all’estero di formaggio e cioccolata.
L’aumento degli affari, che ha caratterizzato l’insieme del primo semestre, si è confermato anche nel mese di giugno. Gli svizzeri hanno esportato per 10,337 miliardi di franchi, mentre l’import è stato di 10,288 miliardi. Ne deriva un’eccedenza delle esportazioni di 48,4 milioni.
Nominalmente l’import è cresciuto del 3,4 percento e l’export del 2,7 percento. Tenendo conto che il mese di giugno aveva due giorni lavorativi in più, le percentuali salgono a 13,8 e, rispettivamente, a 13.
swissinfo e agenzie
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