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Il beltempo cornice della tre giorni del cavallo a Saignelégier

Il concorso dei giovani stalloni d'età compresa tra i 3 ed i 4 anni ha messo in evidenza le peculiarità della razza Franches-Montagnes Keystone

Oltre 45 mila spettatori hanno assistito nel fine settimana a Saignelégier, il capoluogo della regione delle Franches-Montagnes nel Canton Giura, alla 98.ma edizione del Mercato-Concorso nazionale del cavallo.

Ospite d’onore Expo.02, mentre l’Istituto nazionale dell’allevamento equino di Avenches è stato invitato a presentare la propria attività. In rappresentanza del Consiglio federale è intervenuto il direttore dell’Ufficio federale dell’agricoltura Manfred Bötsch.

Molte le personalità presenti alla grande festa del cavallo, assieme alle decine di migliaia di appassionati, che hanno potuto godere di due magnifiche giornate di sole. Oltre al presidente del governo cantonale giurassiano Claude Hêsche, la presidente della direzione generale di Expo.02 Nelly Wenger assieme ai membri giurassiani del Club degli ambasciatori dell’esposizione nazionale, che hanno ricevuto il mandato ufficiale sabato pomeriggio in una cerimonia presieduta dal consigliere di Stato giurassiano Jean-François Roth ed alla quale ha preso parte anche Shawne Fielding, la celebre moglie dell’ambasciatore svizzero in Germania Thomas Borer.

L’unica razza svizzera

Le qualità del cavallo delle Franches-Montagnes sono state illustrate dall’Istituto nazionale dell’allevamento equino di Avenches, che ha fatto sfilare i migliori stalloni, a dimostrazione dell’instancabile lavoro di ricerca per promuovere quella che è l’unica razza equina autoctona in Svizzera. “Il nostro obiettivo al Mercato-Concorso – ha dichiarato a swissinfo Laurence Ferrari, veterinaria all’Istituto nazionale dell’allevamento equino – è stato quello di dimostrare la nostra attiva partecipazione al sostegno ed allo sviluppo della razza Franches-Montagnes. Ad Avenches abbiamo all’incirca un’ottantina di stalloni di questa razza, che mettiamo a disposizione degli allevatori per la riproduzione, al costo di 170 franchi per ogni monta”.

Da febbraio a giugno, il periodo fertile per le giumente, una sessantina di questi stalloni vengono infatti dati in prestito ai vari sindacati degli allevatori giurassiani, i quali li mettono a disposizione dei proprietari di giumente nei diversi centri cantonali e regionali di monta. “Gli allevatori – ci ha precisato la veterinaria Laurence Ferrari – scelgono gli esemplari da riproduzione in funzione delle loro necessità di selezione della razza e noi veniamo loro incontro soddisfando queste loro esigenze”.

Notevole l’interesse dei presenti per l’attività dell’Istituto nazionale dell’allevamento equino di Avenches. “Il fatto che siamo stati invitati a venire al Mercato-Concorso è indubbiamente positivo – ha aggiunto la nostra interlocutrice – anche se non si deve dimenticare che a Saignelégier i visitatori sono degli appassionati e non degli specialisti, persone che vengono per l’insieme della manifestazione”.

Ideale per il tempo libero

La razza Franches-Montagnes, o Freiberger a seconda che la indichi con la terminologia francese o tedesca, come ci ha spiegato Laurence Ferrari, veterinaria all’Istituto nazionale dell’allevamento equino “è un ottimo cavallo da tiro leggero, al contrario delle razze da tiro pesante come l’inglese Shire o la francese Percheron. Fino agli Anni Cinquanta il Freiberger era utilizzato soprattutto in agricoltura. La meccanizzazione agricola lo ha poi soppiantato a favore dei trattori. La sua sopravvivenza si deve soprattutto all’esercito che lo ha utilizzato per le truppe del treno e per gli ormai scomparsi dragoni corazzati. La riscoperta di questa razza svizzera si deve al boom in questi ultimi anni dell’equitazione per il tempo libero: il Franches-Montagnes è infatti un ottimo cavallo per passeggiate, trekking e per l’attacco da tiro, mentre non è all’altezza di altre razze per sport equestri quali il salto, il dressaggio e le corse”.

E se l’esercito ha contribuito in maniera fondamentale alla sopravvivenza dell’unica razza equina svizzera, in futuro lo stesso esercito potrebbe fare a meno dei cavalli. Il progetto di ammodernamento militare Esercito XXI prevede infatti la soppressione delle truppe del treno in nome dell’imperativo del risparmio. Un’opera di sensibilizzazione per il mantenimento delle truppe ippomobili nell’esercito moderno è stata svolta al Mercato-Concorso da una compagnia delle truppe del treno che, oltre a presentare alcuni esercizi di lavoro con i cavalli, ha effettuato una raccolta di firme da indirizzare al ministro della difesa, il consigliere federale Samuel Schmid.

Le preoccupazioni degli allevatori

Oltre ad essere utilizzato per gli sport legati al tempo libero, il Freiberger ha una grande importanza nella produzione di carne, anche se all’incirca l’80 percento della carne equina consumata in Svizzera è di produzione estera, più concorrenziale rispetto a quella indigena. Ed a Saignelégier non si è parlato solo di cavalli, ma anche della mondializzazione del commercio, dell’apertura dei mercati e degli accordi commerciali internazionali che hanno indotto la Confederazione e ridefinire la politica agricola per il 2002.

La riduzione del reddito agricolo, compensata solo parzialmente dai sussidi diretti agli agricoltori, preoccupa allevatori e contadini. Martial Laville, terza generazione di allevatori di cavalli Franches-Montagnes, presente per la 39.ma volta al Mercato-Concorso, ha presentato in vendita cinque esemplari ed ha dovuto riportarne a casa tre. “L’importante – ci ha precisato – non è tanto vendere tutto in questi due giorni, ma intrecciare relazioni con persone interessate all’acquisto e che in seguito verranno a trovarmi a Chevenz”.

Con il figlio Jean-Marc, che segue con passione le orme del padre, Martial Laville possiede 60 cavalli. Acquista puledri di sei mesi, quando vengono cioè svezzati e li alleva fino a quando hanno 3 anni e mezzo, abituandoli ed allenandoli dai 2 anni e mezzo in avanti all’attacco da tiro. Poi li vende per le attività d’equitazione legate al tempo libero e per la macellazione. “La mia attività principale è però quella di agricoltore -ha aggiunto Martial Laville – perché se dovessi allevare solo cavalli non potrei vivere. I nostri costi di produzione sono troppo elevati rispetto a quelli di Polonia, Francia e Germania che, con i loro cavalli, invadono il mercato svizzero”.

I prezzi di vendita

Soddisfatto degli affari conclusi al Mercato-Concorso è infine Yvan Burri del Centro di volgarizzazione agricola del Giura con sede a Delémont-Courtemelon: “Ogni anno facciamo da intermediari tra allevatori ed acquirenti nella vendita di circa una cinquantina di cavalli Franches-Montagnes. Quest’anno speriamo di superare questa quota perché ne abbiamo finora già venduti una quarantina. Per il nostro servizio di intermediazione, l’allevatore ci versa il 6 percento del prezzo di vendita”. Il prezzo medio di un cavallo Franches-Montagnes si aggira tra i 6 ed i 7 mila franchi, mentre quello di un mezzo sangue (ideale per l’equitazione sportiva) varia tra i 10 ed i 15 mila franchi, anche se gli allevatori presenti preferiscono scaramanticamente non dare delle cifre esatte e non parlare troppo di soldi.

Archiviata la 98.ma edizione del Mercato-Concorso nazionale del cavallo di Saignelégier, che si è chiuso con l’estrazione dei numeri vincenti della tradizionale tombola del puledro dopo le spettacolari corse di campagna e l’imponente corteo folkloristico all’insegna del Paese dei Tre Laghi riuniti sotto i simboli di Expo.02, già si pensa al prossimo anno che coinciderà con l’edizione della vigilia del centesimo.

Sergio Regazzoni, Saignelégier

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