GB: impunità dilagante per gli stupri, governo chiede scusa
(Keystone-ATS) La polizia e la giustizia britannica lasciano ogni anno impuniti oltre il 98% delle violenze e degli abusi sessuali stimati nel Regno Unito, le cui vittime sono nella stragrande maggioranza donne.
Lo rivela un rapporto ad hoc commissionato dal governo di Boris Johnson e condotto sotto la guida della consulente indipendente Emily Hunt, secondo cui negli ultimi tempi si calcola siano stati commessi circa 128’000 stupri o aggressioni a sfondo sessuale all’anno, solo il 20% dei quali denunciati e con l’incriminazione di presunti responsabili in in non più dell’1,6% dei casi.
Cifre shock dinanzi alle quali i ministri competenti – Robert Buckland (giustizia) e Priti Patel (interno) – e il procuratore generale Michael Ellis hanno diffuso un’inedita dichiarazione congiunta in cui affermano di provare “profonda vergogna”.
“Le vittime di stupro sono state tradite” dal sistema, ammettono, assicurando di non volersi arrendere a questo stato di fatto o all’alibi che talora possa sembrare “troppo difficile” indagare su tali violenze in assenza di denunce; mentre riconoscono la necessità di interventi normativi e di nuove linee guida investigative. “Possiamo, e dobbiamo, fare meglio”, concludono all’unisono.
Parole liquidate tuttavia come “aria fritta” da Jess Phillips, ministra ombra laburista incaricata del dossier delle violenze domestiche, che contesta come inadeguate le iniziative legislative e le priorità promosse finora dal gabinetto conservatore in materia di giustizia e pubblica sicurezza.