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Germania: Cdu vince in Bassa Sassonia ma Merz resta sotto tiro

Keystone-SDA

La Cdu vince le elezioni comunali in Bassa Sassonia ma il clima è lontano dall'essere tranquillo tra le fila dei cristiano-democratici, ancora feriti dalla sconfitta in Sassonia-Anhalt.

(Keystone-ATS) La Cdu ha ottenuto il 27,2% mentre l’alleato di governo Spd il 24,6%: entrambi i partiti della coalizione federale hanno registrato lievi perdite rispetto a cinque anni fa.

In casa Cdu si è aperta una spaccatura nei confronti del cancelliere Friedrich Merz, oggi a Rovaniemi dove si è incontrato in un clima surreale con altri capi di Stato e di governo dell’Ue. Il futuro del Kanzler è al centro delle speculazioni sin dall’estate mentre si susseguono con forza i nomi di possibili successori, con in testa il popolare ministro-presidente della Renania Settentrionale-Vestfalia Hendrik Wuest. Nel weekend il leader della Csu Markus Soeder – a capo del gemello bavarese della Cdu e considerato un altro papabile alla cancelleria – ha smentito le voci su un possibile cambio indicando in Merz l’uomo giusto per portare avanti le riforme e invitando l’Unione (Cdu/Csu) a restare unita e non lasciarsi dividere dall’AfD. Tra le voci critiche fa rumore su tutti il candidato della Cdu alla presidenza nelle imminenti elezioni regionali nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore: Daniel Peters alla Welt ha ammesso che “la politica federale è oggetto di aspre critiche qui nel Meclemburgo” aggiungendo poi che lo comunicherà “senza mezzi termini a Berlino”. Dello stesso tono sono le parole del leader regionale della Cdu in Bassa Sassonia Sebastian Lechner che dopo il voto locale non ha risparmiato frecciatine: il buon risultato è stato ottenuto “nonostante questa tendenza a livello federale”, ha affermato. “Anche noi abbiamo percepito il malcontento nei confronti di Berlino. Sapete bene che lì abbiamo un problema di credibilità”.

A prendere le parti del Kanzler è da Budapest il ministro degli Esteri Johann Wadephul, sicuro che il leader del governo può contare sul sostegno del Consiglio dei ministri e dei gruppi parlamentari dell’Unione e dell’Spd. A gioire per l’ennesima volta nel mese di settembre dopo il tripudio di Magdeburgo è l’estrema destra dell’AfD, che si è classificata al terzo posto con il 15,9% triplicando i suoi consensi. Non si è fatta attendere la reazione della co-leader Alice Weidel che ha chiesto di tornare al voto per il Bundestag e sottolineato la disponibilità del suo partito a governare anche a livello federale: “Considerato lo stato desolante della coalizione, a nostro avviso le nuove elezioni sarebbero la soluzione più pulita”, ha dichiarato, forte del 29% che i sondaggi nazionali assegnano all’AfD: “Ora spetta al popolo decidere chi debba guidare il Paese fuori dalla crisi. Noi siamo pronti a farlo”.

In vista delle elezioni di domenica prossima, l’estrema destra è in forma smagliante, al primo posto con il 36% nei sondaggi in Meclemburgo-Pomerania Anteriore – dove l’Spd ha recuperato terreno nelle scorse settimane e la Cdu teme di non superare la soglia di sbarramento del 5% – mentre a Berlino è protagonista di un testa a testa avvincente con la Linke (La Sinistra) in ascesa soprattutto tra i giovani e con i cristiano-democratici in crisi di identità dopo il passo indietro del sindaco Kai Wegner.

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