Glencore entra alla borsa australiana, “rafforziamo nostro impegno”
Il gigante delle materie prime elvetico Glencore sbarca alla borsa australiana ASX: si tratta di un'altra quotazione per una società che è già presente sui mercati di Londra e Johannesburg.
(Keystone-ATS) La partecipazione ad ASX rafforza l’impegno trentennale di Glencore nei confronti dell’Australia, scrive l’azienda in un comunicato odierno. Nel paese dell’Oceania il gruppo ha 16’800 dipendenti distribuiti in 16 attività minerarie operative e sette impianti di lavorazione dei metalli.
Glencore è il maggiore produttore australiano di carbone, cobalto, nichel, piombo e zinco. La divisione Glencore Technology offre una gamma di soluzioni tecnologiche per la lavorazione dei minerali a fonderie e raffinerie di tutto il mondo, mentre la divisione petrolifera è uno dei maggiori importatori di combustibili liquidi (compreso il diesel) in Australia, contribuendo alla sicurezza energetica nazionale.
“Siamo molto orgogliosi dell’importante contributo economico che apportiamo in Australia”, afferma il CEO Gary Nagle, citato in un comunicato. “Negli ultimi cinque anni, Glencore ha contribuito direttamente all’economia locale con 95 miliardi di dollari australiani ” (55 miliardi di franchi), aggiunge il manager 51enne. “Glencore investe in Australia da decenni e sappiamo che la comunità degli investitori australiani ha una conoscenza approfondita dei mercati globali delle risorse e delle materie prime”, conclude il dirigente con studi universitari in Sudafrica.
Glencore è una multinazionale con sede a Baar (ZG) e presente in oltre 30 paesi con 140’000 dipendenti, che si occupa di 60 materie prime, per alcune delle quali ha quote di mercato assai significative. I suoi clienti sono consumatori industriali del ramo automobilistico, siderurgico, della produzione di energia, delle batterie e del petrolio. L’impresa fornisce anche servizi, in primo luogo di finanziamento e logistica, a chi utilizza materie prime. Nel 2025 il gruppo ha realizzato un fatturato di 248 miliardi di dollari americani (206 miliardi di franchi al cambio attuale).
La società ha le sue origini nel Marc Rich Group fondato nel 1974 da Marc Rich, finanziere e imprenditore leggendario e controverso, morto nel 2013 a Lucerna. Per anni sulla lista dei ricercati più importanti dell’FBI americana, Rich aveva quattro cittadinanze: belga, israeliana, spagnola e statunitense. Accusato negli anni 80 dalla giustizia americana di evasione fiscale e commercio illegale di petrolio con l’Iran durante la crisi degli ostaggi, era stato graziato nel 2001 da Bill Clinton nel suo ultimo giorno di presidenza.