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GR: diritto di voto ai sedicenni, le posizioni dei partiti

Keystone-SDA

Nei Grigioni il 27 settembre il popolo si esprimerà sul passaggio del diritto di voto dai 18 ai 16 anni. Se l'oggetto venisse approvato, il Cantone sarebbe il secondo, dopo Glarona, a dotarsi di una tale norma.

(Keystone-ATS) In numerosi altri cantoni, proposte simili sono state respinte dal parlamento o in occasione di un voto popolare. L’anno scorso i lucernesi l’hanno bocciata con quasi l’80% dei suffragi.

Anche nei Grigioni ci sono già stati diversi tentativi di introdurre il diritto di voto a 16 anni. Nel 2007 e nel 2009, tuttavia, il Gran Consiglio ha respinto le relative mozioni.

Questa volta, però, la situazione di partenza è diversa. Una mozione presentata dal deputato Gian Andris Derungs (Centro), presentata su richiesta della Sessione dei giovani dei Grigioni, ha ottenuto la maggioranza nel 2022. Sia il Governo che la maggioranza del parlamento retici raccomandano agli elettori di votare sì il 27 settembre. L’approvazione in Gran Consiglio è avvenuta con 73 voti a favore, 34 contrari e un’astensione.

Cinque partiti favorevoli…

Nelle ultime settimane i partiti hanno formulato le loro raccomandazioni di voto. Centro, Partito evangelico, Verdi liberali (PVL), PS e Verdi sono favorevoli; PLR e UDC contrari.

Secondo il Centro un coinvolgimento dei giovani nel mondo politico rafforza sia il senso di responsabilità che l’interesse per i processi politici. Inoltre, alla luce dello sviluppo demografico, contribuirebbe a una maggiore equità fra le generazioni. “Contrariamente alla convinzione ampiamente diffusa secondo cui i giovani sarebbero facilmente influenzabili da posizioni estremiste, la sezione dei giovani del Centro dimostra il contrario”, ha sottolineato Andriu Decurtins, membro del comitato direttivo della sezione dei giovani del Centro grigionese, citato in un comunicato.

Il Partito evangelico fa riferimento all’educazione civica, che avviene a scuola. Essa ha bisogno di essere concretizzata, non solo di essere vissuta in modo teorico. “Soprattutto per quanto riguarda le questioni comunali e cantonali, rispetto alle quali i giovani hanno spesso un legame più diretto, è opportuno dare loro voce e offrire loro un campo di esercitazione pratico”, ha spiegato il partito, non rappresentato in Gran Consiglio, in una nota.

I socialisti motivano il loro sostegno con l’importanza di coinvolgere presto i giovani nella politica, offrendo loro una reale possibilità di partecipazione. “Saranno coloro che subiranno più a lungo le conseguenze delle decisioni politiche prese oggi”, indica un comunicato.

Pure il PVL giustifica il proprio sì con le ripercussioni che le decisioni prese oggi avranno sulle generazioni future. Secondo il partito concedere il diritto di voto a partire dai sedici anni rafforza la democrazia. Durante l’assemblea dei membri a fine agosto la maggioranza si è schierata a favore dell’abbassamento dell’età con diritto di voto.

A 16 anni i giovani devono già prendere diverse decisioni secondo i Verdi: scelgono il loro percorso professionale e decidono sulla loro appartenenza religiosa. “L’ordinamento giuridico riconosce ormai da tempo ai giovani di questa età la capacità di prendere decisioni autonomamente”, si legge in una nota. Per questo motivo secondo gli ecologisti, i giovani di 16 e 17 anni devono poter partecipare anche ai processi decisionali.

…e due contrari

Nel messaggio sulla votazione trasmesso ai votanti, i contrari sostengono che i giovani di età inferiore ai 18 anni non abbiano la maturità politica necessaria e siano esposti a un rischio maggiore di essere influenzati, ad esempio dalle reti sociali. Inoltre, ritengono che l’età di voto fissata a 16 anni non sia in linea con le responsabilità previste dal diritto civile e costituzionale.

Secondo l’UDC si creerebbe “una categoria di elettori di seconda classe”. I giovani di 16 e 17 anni potrebbero votare ed eleggere, sottoscrivere iniziative o referendum, ma non potrebbero essere eletti. “Ad esempio, nella firma di un contratto di apprendistato, dovrebbero continuare a essere rappresentate dagli adulti”, ha spiegato il granconsigliere democentrista Reto Rauch, presidente del comitato contrario, in un comunicato.

Anche la gran parte dei delegati del PLR, partito che in Gran Consiglio era spaccato, si è pronunciata contro l’introduzione del diritto di voto a livello cantonale a partire dai 16 anni.

Introduzione prevista nel 2027

Se gli elettori grigionesi approveranno la proposta, già a partire dal prossimo anno circa 3’000 giovani potranno esprimersi alle urne per votazioni ed elezioni cantonali. Il numero degli aventi diritto di voto salirebbe così a 146’000. Per quanto riguarda le votazioni comunali, gli enti locali potranno continuare a decidere autonomamente se consentire anche ai sedicenni e ai diciassettenni di partecipare.

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