GR: Ferrovia retica invasa durante le feste, treni in più ma code
Si concludono oggi le misure speciali per gestire il grande afflusso di turisti sulla linea ferroviaria del Bernina, fra St. Moritz (GR) e Tirano (I). Malgrado vagoni aggiuntivi e il nuovo sistema delle "carte d'imbarco", code e tempi d'attesa non sono mancati.
(Keystone-ATS) Cala il sipario sulle festività natalizie e, con esse, terminano le misure straordinarie – introdotte il 26 dicembre – messe in campo dalla Ferrovia retica (FR) per arginare l’ondata di turisti che ha preso d’assalto i celebri treni rossi patrimonio UNESCO. È stato un periodo di “stress test” senza precedenti, un banco di prova logistico che ha visto l’azienda di trasporto impegnata in una sfida complessa: garantire la sicurezza senza strozzare il flusso dei visitatori.
Sebbene i dati definitivi sull’affluenza non siano ancora stati elaborati, la portata dell’operazione è chiara nei numeri strutturali. Ogni giorno sono stati messi a disposizione 1’300 posti a sedere in più rispetto all’anno precedente (650 per direzione), grazie all’impiego di convogli supplementari. Un potenziamento che, secondo l’ufficio stampa della FR interpellato da Keystone-ATS, ha permesso di migliorare il comfort di viaggio, garantendo quasi a tutti un posto a sedere.
Tuttavia, la macchina non è stata immune da intoppi. La giornata più critica è stata il 27 dicembre, quando la capacità di trasporto ha toccato il limite massimo: a Tirano, in Lombardia, centinaia di passeggeri sono stati respinti poiché non vi era più spazio fisico per farli salire a bordo negli orari desiderati.
Attese e malintesi
Il cuore della strategia è stato il sistema delle “chiuse” o varchi nelle stazioni di Tirano e St. Moritz. Se l’obiettivo era ridurre il sovraffollamento a bordo, il prezzo da pagare è stato l’attesa a terra. Nelle ore di punta, a Tirano si sono registrate code fino a 3-4 ore, mentre a St. Moritz l’attesa si è attestata tra le 1 e le 2 ore. Per mettere ordine nel caos, dal 30 dicembre la compagnia ha introdotto la distribuzione di “carte di imbarco”, che hanno permesso ai viaggiatori di conoscere con certezza il proprio orario di partenza, eliminando la fila.
Uno dei punti di maggior attrito ha riguardato la natura stessa del biglietto ferroviario svizzero. A differenza del sistema italiano, dove spesso il biglietto è legato a un treno specifico, in Svizzera il titolo di viaggio è generalmente valido per una tratta in un determinato giorno, senza garanzia di posto.
“Questo è difficile da comprendere soprattutto per i clienti che arrivano dal Nord Italia e acquistano biglietti tramite Trenitalia”, ha spiegato la FR. Per evitare il collasso, l’azienda ha dovuto adottare misure drastiche: sospensione temporanea della vendita di biglietti in loco e blocco delle prenotazioni nelle ore di punta. Una mossa necessaria per evitare che chi era già in coda si vedesse “soffiare” il posto da chi prenotava online all’ultimo minuto.
Personale supplementare
Dietro le quinte, lo sforzo umano è stato imponente: fino a 20 collaboratori supplementari al giorno fra assistenti e addetti alla sicurezza, per un totale di 250 giornate lavorative coperte durante tutto il periodo festivo. Nonostante il dibattito acceso sui media riguardo alla tutela dei residenti e alla possibile introduzione di una “tassa di prenotazione” di 5 franchi, la ferrovia fa sapere di non aver ricevuto, per ora, feedback dai cittadini della Valposchiavo e dell’Engadina.
Con la giornata dell’Epifania i treni speciali verranno sospesi, ma l’allerta resta alta. “Prevediamo una nuova forte affluenza per i fine settimana di febbraio”, conclude l’ufficio stampa. Solo dopo un attento bilancio delle scorse due settimane la Ferrovia retica deciderà se il modello dei varchi e delle boarding card diventerà la norma per il Carnevale e la Pasqua 2026.