GR: Incendi oltre confine, collaborazione ancora da costruire
Da settimane diversi focolai impegnano i vigili del fuoco a poche decine di chilometri di distanza dal confine con la Val Bregaglia. Una collaborazione fra le forze d'intervento ad oggi non è organizzata, ma è auspicata all'interno del progetto Interreg Regio Retica.
(Keystone-ATS) Nonostante i divieti di accendere i fuochi firmati da tutti i Comuni della Valchiavenna e gli inviti alla responsabilità, sui versanti sopra il paese di Gordona – a circa 15 chilometri da Castasegna – un fulmine ha innescato un incendio. Le alte temperature, l’umidità, il vento e l’attesa vana della pioggia rendono necessari gli sforzi congiunti dei vigili del fuoco e mezzi per contenere i danni e proteggere abitazioni, flora e fauna. L’odore e il fumo si sentono fino al confine con la Val Bregaglia.
Nel 2008 vicini a un accordo
Uno degli obiettivi del progetto Interreg Regio Retica – che comprende Valtellina, Regione Maloja e Regione Bernina – è lo snellimento della burocrazia, la creazione di protocolli che rendano possibile un rapido mutuo soccorso dei servizi come ambulanza, pompieri e polizia in caso di incidenti o incendi. Rodolfo Gianotti, direttore del dicastero per la sicurezza pubblica nel Comune di Bregaglia, ha raccontato a Keystone-ATS come nel 2008 – all’epoca era membro per la Regione Maloja nel dicastero dei pompieri – si era arrivati vicinissimi ad un accordo di assistenza tra gli allora cinque Comuni bregagliotti e il corpo pompieri di Mese in Provincia di Sondrio. La proposta presentata insieme al capo reparto Claudio Persenico non trovò però il favore delle sfere preposte e finì in un cassetto.
L’idea di unire gli sforzi tra i due versanti della Bregaglia era nata memori del grave incidente occorso l’11 febbraio del 1990 qualche curva sopra Castasegna. Paolo Negretti era in servizio quando uno storico autobus di linea, “la Milano”, gestito dall’italiana Società Anonima Autolinee Valchiavenna Engadina (A.V.E.), scivolò sulla strada ghiacciata e finì nella Maira. Il bilancio fu pesante: quattro morti, undici feriti, di cui tre in gravi condizioni. Grazie alla richiesta di intervento del poliziotto diverse ambulanze e mezzi dei pompieri attrezzati giunsero sul posto dall’Italia. Quando arrivò l’ambulanza dall’Engadina molti feriti erano già stati trasportati all’ospedale e si era riusciti a sollevare l’autobus tramite speciali palloni gonfiabili. Dell’operazione di soccorso, che vide coinvolti sia pompieri dalla Bregaglia che dall’Italia, ne riferì anche Il Grigione Italiano nel numero del 15 febbraio.
Attualmente per riuscire ad arrivare in tempo un una regione che deve affrontare un passo, esiste un accordo tra il Comune di Bregaglia e il corpo dei vigili del fuoco di Trais Lais nell’Alta Engadina: la caserma dei vigili del fuoco si occupa delle operazioni anche a Maloja, dove può giungere prima rispetto ai pompieri di fondo valle.
Manca base legale per intervenire in Italia
“Ad oggi- dichiara Sergio Engel, comandante dei pompieri in Bregaglia- non esiste nessun accordo o base legale per intervenire in Italia”. Il corpo dei vigili del fuoco è sotto l’autorità del Comune e del Cantone. Engler ha illustrato come i pompieri siano equipaggiati per far fronte a qualsiasi calamità: dispongono di un grande stoccaggio di materiale contro incendi boschivi, tenute più leggere apposta per interventi nel bosco. Inoltre l’80% del materiale è pronto e confezionato per poter volare subito con l’elicottero riducendo i tempi di preparazione. “Dal 2025 è in funzione un serbatoio antincendio a Tombal con una grande riserva per operazioni in elicottero nei paraggi: consente rotazioni di quattro minuti”.