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GR: un tesoro di 50’000 fotografie è tornato nei Grigioni

Keystone-SDA

Dopo oltre sessant'anni il lascito della storica casa editrice Engadin Press è tornato da Berna nei Grigioni. Alcune fotografie storiche sono esposte attualmente in una mostra nel Museo retico. I nuovi possessori, ovvero la Fotostiftung Graubünden, stanno cercando il modo di portare le testimonianze di nuovo a casa loro in Engadina.

(Keystone-ATS) Una fotografia con le stalle di legno e sullo sfondo i primi sontuosi hotel di lusso di St. Moritz. Il glamour che incontra la vita contadina. È una delle immagini simboliche della collezione dell’Engadin Press, che raccontano la realtà engadinese dal 1880 al 1950. “Sono immagini che non abbiamo mai visto finora”, racconta con entusiasmo Pascal Werner, direttore della Fotostiftung Graubünden, a Keystone-ATS. La fondazione con sede a Coira conta 450’000 fotografie, ad esse se ne aggiungono ora altre 50’000.

Da più di un mese una selezione di esse è esposta al Museo retico a Coira. L’esposizione sarà accessibile al pubblico fino al 22 marzo. “Già dall’inizio abbiamo detto che vogliamo trasformarla in una mostra itinerante”, continua Werner. Date e posti non sono ancora stati definiti. Secondo il direttore sarebbe ideale trovare un posto con ampi spazi per mostrare queste testimonianze storiche. “Mi immagino ad esempio in una chiesa o la Reithalle a St. Moritz”, fantastica Werner.

Migliaia di fotografie regalate

Per 66 anni le fotografie sono state conservate negli archivi del Museo della comunicazione a Berna. “Il museo le ha ricevute il 15 marzo del 1960, ma non sappiamo da chi. Ci sono però delle ipotesi”, racconta Johannes Sauter, responsabile collezioni al museo bernese, durante una recente serata informativa a Coira. A quei tempi il direttore del museo era Hans Grass di Pontresina. È quindi possibile che il suo legame con il territorio abbia contribuito a salvare una delle collezioni fotografiche più importanti dei Grigioni.

“È possibile che le immagini giunsero da noi, perché ritraggono carrozze postali, infrastrutture della posta e altri soggetti, che avevano a che fare con lo sviluppo della comunicazione”, ha spiegato Sauter. Durante un progetto di selezione degli archivi, il museo ha notato che il lascito dell’Engadin Press era molto legato alla storia locale. Le foto sono così state acquisite dalla Fotostiftung Graubünden.

Trovare le storie dietro le immagini

“Se riuscissimo ad esporre le fotografie in Engadina riusciremmo magari a recuperare ciò che ancora ci manca: ovvero le storie dietro alle immagini”, racconta Pascal Weber. Riportando le immagini nelle loro terra d’origine si potrebbero ottenere maggior informazioni.

Ma per riportare e archiviare le foto in Engadina si pone lo stesso dilemma dell’esposizione: trovare un posto adatto. “È risaputo che è difficile trovare un’immobile in questa regione. È un peccato, perché le condizioni climatiche secche e fredde sarebbero ideali per conservare le fotografie con il minor ricorso a un’ulteriore climatizzazione”, continua il direttore della fondazione fotografica.

Mentre le idee sul futuro della collezione non trovano ancora concretezza, il lavoro non si ferma. Gran parte delle 50’000 fotografie dell’Engadin Press devono ancora essere digitalizzate. Un lavoro che durerà dai due ai tre anni.

Le fotografie storiche sono consultabili seguendo questo link:

https://www.locomot.ch/engadinpress/objects?object_type=34c4c241-dc07-40e1-ab62-033eaa9649ef

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