GR: Governo vuole analisi storica su internamenti amministrativi
(Keystone-ATS) Il Governo grigionese vuole sottoporre a un’analisi storica “le basi che hanno portato a misure coercitive a scopo assistenziale” nel cantone fino al 1981. L’esecutivo retico ha approvato la pubblicazione del relativo concorso nel mese di febbraio 2015, indica una nota diramata oggi dalla Cancelleria dello Stato.
Si vuole fare maggiore chiarezza su una prassi delle autorità che era spesso sinonimo di grande sofferenza per gli interessati, si legge nel comunicato. Lo studio “deve permettere una valutazione fondata” delle misure delle autorità prima dell’introduzione, nel 1981, a livello federale, di una regolamentazione di diritto civile relativa alla privazione della libertà a scopo d’assistenza.
L’analisi delle basi contribuirà anche a elaborare e a rispondere in modo più competente alle richieste delle persone coinvolte, prosegue la nota.
Gli storici interessati possono candidarsi. Per la redazione di un rapporto l’esecutivo retico prevede un onere pari a un anno lavorativo per un collaboratore accademico. L’elaborazione dello studio sarà accompagnata da un “gruppo di progetto” presieduto dall’archivista di Stato Reto Weiss.
Il tema è d’attualità a livello nazionale. Lo scorso 5 novembre il Consiglio federale ha nominato una commissione di esperti incaricata di riesaminare la storia degli internamenti amministrativi disposti prima del 1981 e altri episodi di “questo fosco capitolo della storia sociale svizzera”. Il suo lavoro dovrebbe concludersi nel 2018.
La nuova legge sulla riabilitazione degli internati amministrativi, che riconosce giuridicamente i torti inflitti alle vittime ormai ufficialmente riabilitate, è entrata in vigore il primo agosto. Il testo, oltre alla riabilitazione di chi è stato ingiustamente internato, prevede la realizzazione di uno studio scientifico per far piena luce sui fatti e impone alle autorità la conservazione dei dossier che riguardano le vittime, nonché il diritto a consultarli gratuitamente.
A favore delle vittime dei collocamenti coatti è stata lanciata anche una iniziativa popolare. Il termine per la consegna delle firme alla Cancelleria federale scade il primo ottobre 2015, ma lo scorso 23 novembre i promotori hanno annunciato di averne già raccolte oltre 110’000.
L’iniziativa “Riparazione a favore dei bambini che hanno subito collocamenti coatti e delle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale (Iniziativa per la riparazione)” chiede alla Confederazione di istituire un fondo di 500 milioni di franchi per risarcire le vittime. Avrebbe diritto alle prestazioni chi ha “subito un pregiudizio diretto e grave a causa di queste misure”.