Hormuz: portaerei francese si posiziona per missione
La portaerei francese Charles-de-Gaulle e la sua scorta passano oggi il Canale di Suez per pre-posizionarsi nella regione del Golfo nel caso di avvio di una missione, promossa da Londra e Parigi, allo scopo di ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz.
(Keystone-ATS) Lo ha annunciato il ministero delle Forze armate. Per l’Eliseo si tratta del “segnale” che la coalizione è “pronta” e “capace” di garantire la “sicurezza” nello Stretto di Hormuz.
La Francia ha anche espresso le sue condizioni a Washington e Teheran per lanciare una missione che metta in sicurezza lo Stretto, informa l’Eliseo. Parigi, in particolare, chiede a USA e Iran di “trattare la questione di Hormuz separatamente” dal resto del conflitto e di aprire negoziati.
“Possiamo offrire all’Iran di passare di nuovo attraverso lo Stretto con le petroliere, a condizione che Teheran accetti di impegnarsi nel negoziato al quale sono invitati dagli americani”. Agli USA Parigi chiede di “togliere il blocco di Hormuz e accettare la disponibilità dell’Iran a negoziare sulle questioni di fondo”.
“La missione multinazionale istituita da Francia e Regno Unito può contribuire a ristabilire la fiducia tra armatori e assicuratori”, afferma su X il presidente francese Emmanuel Macron, precisando che “per sua stessa natura, sarà indipendente dalle parti in conflitto. Il pre-posizionamento della portaerei Charles-de-Gaulle rientra in questo sforzo. I recenti eventi dimostrano chiaramente l’utilità di una tale missione.”
“Ho appena parlato con il presidente iraniano Massoud Pezeshkian – prosegue Macron -. Ho espresso la mia profonda preoccupazione per l’escalation in corso e ho condannato gli attacchi ingiustificati contro le infrastrutture civili emiratine e diverse navi. Tutte le parti devono revocare immediatamente e incondizionatamente il blocco dello Stretto” di Hormuz.
“Ho invitato il presidente iraniano a cogliere questa opportunità e intendo discuterne con il presidente (americano Donald) Trump. Il ritorno alla calma nello Stretto contribuirà a far progredire i negoziati sulle questioni nucleari, sui missili balistici e sulla situazione regionale. Gli europei, da cui dipende la revoca delle sanzioni, faranno la loro parte”, conclude il presidente francese.