Sindaco e impiegato comunale in tribunale per… i castori
Un dipendente ha rimosso innumerevoli volte le dighe costruite dai castori per conto di un Comune di Soletta. Il caso è finito in tribunale.
Laddove vive il castoro, lascia le sue tracce. Secondo un progetto di ricerca dell’Ufficio federale dell’ambiente, il castoro contribuisce in modo significativo alla biodiversità, di cui è considerato “il miglior promotore”. D’altra parte, l’animale provoca danni rosicchiando gli alberi o causando inondazioni con le sue dighe.
Cento anni fa il castoro era stato sterminato in Svizzera. Oggi nei fiumi e nei laghi svizzeri vivono nuovamente quasi 5’000 esemplari: tre volte di più rispetto a 15 anni fa. Sebbene dal 2022 l’animale non sia più considerato a rischio di estinzione in Svizzera, il castoro e le sue dighe sono ancora protetti.
L’anno scorso questa tutela è stata allentata con la nuova ordinanza sulla caccia: da allora i Cantoni possono abbattere singoli castori se causano danni considerevoli o mettono in pericolo le persone. Ad esempio, quando i danni provocati dai castori fanno straripare i ruscelli, con il rischio di inondare prati ed edifici.
Anche un Comune del cantone di Soletta è alle prese da tempo con questo roditore. Per anni un dipendente municipale, su incarico del sindaco, ha rimosso dighe di castori senza l’esplicito permesso dell’Ufficio cantonale per le foreste, la caccia e la pesca. Tale autorizzazione sarebbe però necessaria, poiché il castoro è un animale protetto. Le sue costruzioni e le sue dighe non possono essere rimosse senza un’autorizzazione ufficiale.
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Da 300 a 400 dighe smantellate
L’accusa è stata formulata in seguito a una visita di una collaboratrice dell’ufficio competente di Soletta. La donna ha notato sulla riva dei cumuli di rami, presumibilmente dighe di castori smantellate. E in una misura che non aveva mai visto prima, ha dichiarato come testimone in tribunale. Il Comune aveva sì l’autorizzazione a rimuovere i rami dalla diga principale qualora questa diventasse troppo alta, ma nulla di più.
Durante l’interrogatorio, l’operaio comunale ha ammesso di aver rimosso le dighe con una piccola gru a benna da 300 a 400 volte nel corso di circa cinque anni. Non si era reso conto di stare compiendo un’azione illegale. Pur sapendo che il castoro è una specie protetta, aveva ricevuto dal Comune l’incarico di mantenere il torrente del paese in condizioni di deflusso.
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Se non avesse rimosso il materiale per due o tre giorni, il letto del torrente nel villaggio si sarebbe prosciugato, ha spiegato alla Corte l’imputato. I pesci sarebbero morti e l’acqua deviata avrebbe allagato i prati e i campi di mais.
Anche il sindaco è dovuto comparire in tribunale. Neanche lui era a conoscenza del fatto che la rimozione delle dighe dei castori fosse illegale. Dopotutto, ha sostenuto, non erano state distrutte le grandi dighe più vecchie, ma erano state semplicemente rimosse le ostruzioni al torrente.
La procura ha chiesto per gli imputati pene detentive con la condizionale di nove mesi e multe per violazione della legge federale sulla protezione della natura e del patrimonio culturale.
Sentenza non ancora definitiva
Il tribunale ha optato però per una pena più lieve: gli imputati avrebbero sì reso la vita difficile ai castori, ma non in modo così grave come descritto dalla Procura. Ha quindi condannato gli imputati solo per un’infrazione alla legge anziché per un delitto.
Il collaboratore comunale dovrà pagare una multa di 3’500 franchi, mentre il sindaco dovrà versarne 2’500. La sentenza non è ancora definitiva e può essere impugnata dinanzi al Tribunale superiore di Soletta.
Tradotto dal tedesco e verificato da: Zz
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