Vendita diretta in fattoria: ecco perché in Svizzera funziona bene
In quasi nessun altro Paese i negozietti delle fattorie sono così diffusi come in Svizzera. Si tratta di una combinazione di self-service, distributori high-tech e casse basate sulla fiducia, frutto di brevi distanze, di un alto potere d’acquisto e di una fiducia reciproca.
L’agricoltura svizzera è spesso considerata a livello internazionale come l’incarnazione di una tradizione senza tempo. Ma dietro questo idillio si sta verificando un profondo cambiamento strutturale.
Mentre i grossisti dominano i mercati a livello mondiale, gli agricoltori svizzeri puntano sempre più sulla vendita diretta: secondo i dati dell’Ufficio federale di statisticaCollegamento esterno (UST), nel 2023 già un’azienda su cinque vendeva parte dei propri prodotti direttamente in fattoria.
Questa tendenza non è tanto un’espressione di nostalgia, quanto una strategia di adattamento economico in un mercato in cui, secondo il Servizio d’informazione agricolaCollegamento esterno, gli agricoltori ricevono spesso solo 30 centesimi per ogni franco speso nel commercio al dettaglio, rispetto ai 45 centesimi del 1990.
Per sopravvivere economicamente, le aziende agricole svizzere si stanno trasformando in imprese ibride che combinano la logistica digitale con i tradizionali modelli basati sulla fiducia.
Scommettere sull’onestà della clientela
Una caratteristica fondamentale della vendita diretta in Svizzera è l’elevato livello di fiducia tra le aziende produttrici e la loro clientela.
Infatti, la maggior parte dei punti vendita delle fattorie non è presidiata. I clienti pagano l’importo totale calcolato autonomamente per i prodotti acquistati in una cassa senza essere osservati. Nonostante la mancanza di sorveglianza nella maggior parte dei punti vendita delle fattorie, secondo uno studio dell’Università di BernaCollegamento esterno, nel 95% dei casi le merci vengono pagate correttamente.
I prodotti più costosi, come il miele o il formaggio, sono però più soggetti a furti. Secondo lo studio, più il punto vendita è vicino alla fattoria o ad altre abitazioni, minore è la probabilità di ruberia. Se un punto vendita è sorvegliato da telecamere, la moralità dei pagamenti aumenta di quasi il 5%.
Tuttavia, la maggior parte dei punti vendita agricoli continua a basarsi su un contratto sociale implicito che si distingue nel confronto internazionale.
“I negozi agricoli senza personale di vendita sono un successo in Svizzera. Presentano una moralità di pagamento molto più elevata rispetto, ad esempio, alle edicole in Austria o ai fiori da tagliare da soli in Germania”, affermano i tre autori dello studio citati dal St. Galler Tagblatt.Collegamento esterno
A favorirne lo sviluppo ha contribuito l’agricoltura biologica
Uno dei motori delle vendite dirette in Svizzera sono le aziende agricole biologiche. I dati della ricerca agricola svizzeraCollegamento esterno mostrano che le aziende biologiche, ad esempio nel Canton di Berna, ricorrono molto più spesso alla vendita diretta rispetto alle aziende convenzionali.
Secondo questi dati, in alcune zone alpine del Cantone il 98% delle aziende biologiche pratica la vendita diretta, mentre nelle aziende non biologiche della stessa zona la percentuale è solo del 7%. La vendita diretta può tuttavia comprendere anche altre forme di distribuzione, come la consegna di cassette di verdura a domicilio.
Questa notevole differenza è legata al valore aggiunto richiesto: le aziende biologiche sfruttano il contatto diretto con la clientela per compensare meglio i loro costi di produzione più elevati, senza intermediari. Viceversa, la clientela dei prodotti biologici è anche più sensibile alla provenienza locale e alla trasparenza della produzione.
Anche per le aziende agricole il rapporto con la clientela riveste un ruolo importante, perché attraverso la vendita diretta possono comunicare la storia della loro produzione e valorizzarla economicamente.
Rivoluzione digitale nei punti vendita agricoli
Recentemente, anche a causa della pandemia di coronavirus e della conseguente tendenza ai pagamenti senza contanti, sempre più aziende agricole puntano sui pagamenti elettronici per la vendita diretta.
Nelle regioni remote, questa tecnologia diventa anche uno strumento per garantire l’approvvigionamento della popolazione: laddove i classici negozi di paese hanno dovuto chiudere a causa degli elevati costi fissi, i sistemi di accesso automatizzati e le casse self-checkout consentono un approvvigionamento di base 24 ore su 24, con un impiego minimo di personale.
Attraverso le piattaforme digitali, i clienti vengono ora informati in tempo reale tramite notifiche push sui prodotti stagionali disponibili, come le prime ciliegie. Il negozio della fattoria si trasforma così da punto vendita statico a componente interattiva dell’infrastruttura digitale delle zone rurali.
Il concetto digitale è adatto anche ai giovani con un reddito elevato, per i quali la disponibilità e la flessibilità sono più importanti del prezzo.
Per questo gruppo, i distributori automatici aperti 24 ore su 24 e i sistemi di ordinazione basati su app non sono un capriccio, ma un prerequisito per integrare i prodotti locali nella loro vita quotidiana.
Non a caso, negli ultimi anni si è osservato un ulteriore sviluppo: il punto vendita agricolo sta arrivando nelle città. Sempre più agricoltori offrono i loro prodotti anche in negozi situati in luoghi più frequentati.
Per molte aziende non è redditizio
L’idea diffusa che la commercializzazione diretta sia la via più semplice per ottenere profitti più elevati è però vera solo in parte.
Gli esperti sottolineano che questo settore richiede un notevole impegnoCollegamento esterno. Gli agricoltori devono assumersi compiti aggiuntivi nei settori della logistica, del marketing e dell’informatica.
“Chi vuole vivere principalmente della vendita diretta deve orientare la propria azienda in tal senso e lavorare in modo altamente professionale”, scrive l’Unione svizzera dei contadiniCollegamento esterno.
Ostacoli normativi
A ciò si aggiunge il fatto che i negozi agricoli spesso incontrano limiti di pianificazione e normativi, come sottolinea l’associazione Faire Märkte SchweizCollegamento esterno.
Ad esempio, gli agricoltori possono trasformare il loro grano in farina, ma la panificazione per la vendita nel negozio aziendale è considerata un’attività commerciale, che può essere giuridicamente problematica in zona agricola.
Tali ostacoli sono attualmente oggetto di discussione anche in ambito politico: in Parlamento si è discusso di rafforzare giuridicamente la vendita diretta e di ridurre la burocrazia per i negozi delle aziende agricole. Tuttavia, le iniziative in tal senso non hanno ottenuto la maggioranzaCollegamento esterno.
Il successo a lungo termine del concetto svizzero di punti vendita diretti non dipenderà quindi solo dai risultati economici, ma anche dalla capacità di raggiungere un equilibrio sostenibile tra fiducia, tecnologia e quadro normativo.
A cura di Balz Rigendinger
Tradotto dal tedesco con l’aiuto dell’AI (fra)
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