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L’Unione postale universale orchestra da Berna la rete postale mondiale

Scultura di Pegaso
La scultura di Pegaso che adorna l’edificio dell’UPU. Keystone/Edi Engeler

A Berna, un’organizzazione poco conosciuta coordina gran parte degli scambi postali del pianeta. L’Unione postale universale, un’agenzia dell’ONU, supervisiona un’infrastruttura mondiale attraverso la quale transitano ogni giorno milioni di lettere e pacchi.

A pochi minuti di tram da Palazzo federale, l’Unione postale universale (UPU) coordina il funzionamento di una rete postale che copre quasi tutti i Paesi del mondo. Dalla città federale svizzera, l’agenzia delle Nazioni Unite vigila sul corretto inoltro delle lettere e dei pacchi che circolano tra gli Stati.

Ogni ora, più di 35’000 notifiche d’invio transitano attraverso l’infrastruttura digitale dell’UPU. Centinaia di migliaia di lettere e pacchetti lasciano un Paese, passano per un altro e arrivano in un terzo. Una macchina globale che il centro tecnologico dell’organizzazione monitora da vicino.

“Seguo questi pacchi con molta attenzione, per vedere esattamente come circolano nel sistema”, afferma Lati Matata, direttore del Centro delle tecnologie postali dell’Unione postale universale.

Un sistema mondiale nato nel XIX secolo

L’UPU assolve questa missione dal 1874. L’organizzazione è stata creata per semplificare gli scambi tra i servizi postali nazionali e garantire l’inoltro della posta a livello internazionale.

In origine, il sistema era dominato dalle comunicazioni tradizionali, come lettere e cartoline. Ma negli ultimi anni la natura dei flussi è cambiata profondamente con l’espansione del commercio online.

“All’inizio si trattava di comunicazioni, cioè lettere o cartoline; le cose tradizionali. Ma oggi assistiamo sempre più a un aumento degli scambi commerciali”, sottolinea Lati Matata.

Il boom dei piccoli pacchi provenienti dall’Asia

Una quota crescente degli invii riguarda oggi gli acquisti effettuati su internet. Le piattaforme di commercio online spediscono direttamente i loro prodotti ai clienti in tutto il mondo.

Questi piccoli pacchi provengono in gran parte dalla Cina, in particolare tramite siti come Shein o Temu. Per molto tempo il Paese ha beneficiato di tariffe di spedizione vantaggiose all’interno del sistema postale internazionale.

“Oggi le cose sono cambiate. Nel 2019, abbiamo tenuto un’assemblea durante la quale tutte queste condizioni sono state riviste. E ora la Cina agisce secondo le stesse regole di qualsiasi altro Paese”, spiega Altamir Linhares, direttore delle politiche postali all’UPU.

Verso una tassa sui piccoli pacchi importati

In Svizzera, il fenomeno ha dimensioni notevoli. Si stima che ogni giorno arrivino oltre 100’000 piccoli pacchetti dalla Cina, con un peso medio di 70 grammi.

Di fronte a questo afflusso, vari Paesi stanno valutando nuove misure. L’Unione Europea prevede d’introdurre da luglio una tassa di tre euro per ogni articolo importato, al fine di regolare questi flussi.

In Svizzera, il Consiglio federale sta a sua volta esaminando l’eventuale introduzione di una tassa simile, mentre la crescita rapida del commercio online continua a trasformare il sistema postale mondiale.

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