Ginevra internazionale

Il volto che cambia della Ginevra internazionale

New York, Nairobi, Vienna, Ginevra: nel mondo della governanza globale, la competizione tra città per ospitare istituzioni internazionali è feroce. Le organizzazioni che scelgono di stabilire il loro quartier generale in una città non solo permettono a quest'ultima di avere un certo peso nella gestione degli affari globali, ma fanno confluire anche molti espatriati, che pagano le tasse e portano con sé la loro esperienza e le loro reti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 maggio 2020 - 17:15
Skizzomat (illustrazione)

Ginevra, città internazionale per antonomasia, continua ad essere una calamita per nuove organizzazioni o iniziative di carattere globale. Le statistiche mostrano che il numero di istituzioni, in particolare organizzazioni non governative (ONG), fondazioni e staff sono in costante crescita: in tre anni sono state registrate 90 nuove ONG e il personale aumenta del 2-3% all'anno per un totale di 34'000 persone nel 2019.

"È difficile soddisfare la domanda e ciò dimostra l'interesse delle ONG per la Ginevra internazionale", spiega Julien Beauvallet, responsabile del Centro d'accoglienza della Ginevra internazionale (CAGI).

Il costo della vita a Ginevra è però molto elevato e negli ultimi anni le pressioni per trasferire certe attività internazionali in città meno care sono aumentate.

Le spese per insediarsi a Ginevra – una delle città più care al mondo – rappresentano un grosso ostacolo per organizzazioni come le ONG che spesso hanno budget limitati. "Rapidamente si parla di importi a sei cifre", osserva Julien Beauvallet.

Le pressioni finanziarie sono un'enorme preoccupazione per le organizzazioni a Ginevra. Una situazione aggravata dalla pandemia di coronavirus, che ha messo alla prova i limiti del sistema multilaterale. Le agenzie delle Nazioni Unite, le organizzazioni internazionali e le ONG si sono mobilitate durante il lockdown. Il destino delle ONG in difficoltà non è chiaro e dipenderà in gran parte dai donatori, secondo il Cantone.

A lungo termine, le grandi agenzie internazionali potrebbero avere la tendenza a trasferire alcune risorse sul campo o in località più economiche. Il fattore di attrazione di Ginevra rimane comunque alto. Per diverse ragioni.

Una è che i donatori, chi prende le decisioni e gli esperti sono già presenti. Ginevra non ospita solo la sede europea delle Nazioni Unite, ma anche altre 36 organizzazioni internazionali, oltre 700 ONG, nonché istituti di ricerca e 179 missioni diplomatiche.

Più di recente, a questa panoplia di attori internazionali si sono aggiunte équipe di investigatori ed esperti che hanno sede all'ONU per raccogliere e conservare con discrezione delle prove e preparare possibili procedure penali per gravi crimini commessi in Siria e in Myanmar. 

Un altro motivo è lo sforzo consentito dalla Svizzera per far sì che Ginevra continui ad essere un centro della politica globale.

La Confederazione ha deciso di posizionare Ginevra come un centro di competenze sulla pace, la sicurezza, il disarmo, il clima, la salute e le questioni digitali.

"Il mondo in cui viviamo è sempre più interdipendente e la cooperazione internazionale è quindi sempre più necessaria. Ginevra è diventata il posto giusto per chi vuole partecipare collettivamente alla costruzione di un mondo migliore", afferma Olivier Coutau, il delegato cantonale responsabile delle relazioni internazionali di Ginevra.

Poiché la governanza digitale, la sicurezza informatica, l'intelligenza artificiale e altre innovazioni sono ormai diventate delle priorità, la Svizzera ha incoraggiato – assieme al mondo economico – iniziative come il Cyber Peace Institute, la Swiss Digital Initiative Foundation e la Geneva Science and Diplomacy Anticipator Foundation.

Parallelamente, la Svizzera ha contribuito a creare 20 piattaforme di coordinamento per sfruttare le reti locali, come il Geneva Environment Network, lo SDG Lab e la Geneva Peacebuilding Platform, che riuniscono attori del settore privato e pubblico, della società civile e delle università.

Da parte sua, l'Università di Ginevra si è posta quale obiettivo di trasformare la "capitale della pace" in un centro sulle pratiche commerciali responsabili, finanziando il Geneva Center for Business and Human Rights, il primo istituto sui diritti umani in seno a una scuola di economia europea.

La pace, i diritti umani e la giustizia internazionale rimangono comunque i punti chiave. Da Ginevra, il Consiglio per i diritti umani dell'ONU e l'Alto Commissariato per i diritti umani, sostenuti da una miriade di ONG, promuovono e difendono i diritti umani in tutto il mondo.

"Finché l'ONU e il sistema internazionale rimarranno aperti alla società civile, Ginevra continuerà ad avere un effetto calamita", conclude Julien Beauvallet.

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