ISIS sfonda a Kobane e conquista il comando curdo
(Keystone-ATS) I miliziani dello Stato islamico (ISIS) hanno continuato oggi ad avanzare dentro Kobane, nel nord della Siria sul confine turco, impadronendosi del quartier generale delle forze curde nonostante i raid della coalizione internazionale a guida americana. Mentre si intensificano, per il momento senza risultati, le pressioni su Ankara affinché lasci passare combattenti ed armi a sostegno dei miliziani che difendono la città.
L’ISIS, che ha cominciato la sua offensiva il 16 settembre, controlla ormai il 40% della città, secondo l’organizzazione non governativa Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). I jihadisti sono ulteriormente avanzati oggi da est, conquistando anche il “quadrato di sicurezza” che ospita le sedi del comando delle milizie di autodifesa curde (Ypg) e il consiglio comunale. Secondo fonti locali contattate dall’Ondus, l’IS ha impiegato anche un kamikaze che si è fatto saltare in aria a bordo di un camion-bomba nei pressi della Grande Moschea, a ridosso del “quadrato di sicurezza”.
Nel frattempo continuano i bombardamenti del regime di Damasco contro i ribelli, di cui fanno le spese anche i civili. Almeno 21 persone, tra le quali un uomo, una donna e i loro quattro figli sono morti in un attacco nella provincia di Daraa, nel sud del paese, secondo quanto riferito da testimoni oculari all’ANSA e dall’Ondus. Altri tre bambini sono stati uccisi a Telmins, nella provincia nord-occidentale di Idlib.
In Turchia sono saliti a 30 i morti nelle violente proteste di piazza cominciate mercoledì in varie città del paese, ma soprattutto nella provincia sud-orientale di Gaziantep, in segno di solidarietà alla popolazione curda di Kobane e contro la politica attendista del governo di Ankara che non accenna ad intervenire militarmente per respingere le forze dell’ISIS.