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Kosovo: scattano leggi su stranieri e veicoli, tensione con i serbi

Keystone-SDA

In Kosovo, da oggi sono entrate in vigore leggi che impongono limiti rigidi alla presenza di stranieri nel Paese, ivi inclusi i cittadini della Serbia, e alla circolazione di veicoli stranieri: provvedimenti che promettono di riaccendere le tensioni.

(Keystone-ATS) La nuova legge sulla circolazione impone che i veicoli con targhe straniere, incluse quelle serbe, non possano circolare in Kosovo per più di tre mesi senza una precisa autorizzazione. Parallelamente la rigorosa applicazione della Legge sugli stranieri in materia di documenti personali, secondo quanto annunciato dal ministero degli Interni di Pristina, impone a tutti coloro che non possiedono documenti del Kosovo di richiedere un permesso di soggiorno entro 72 ore. I due provvedimenti colpiranno principalmente i membri della comunità serba residenti in Kosovo, che finora hanno guidato veicoli con targhe serbe sulla base di un’autorizzazione o che fino ad ora non erano in possesso di documenti del Kosovo. E infatti stanno incontrando critiche da parte della comunità serba, della società civile e dei rappresentanti politici.

L’entrata in vigore di queste due leggi, senza eccezioni, era prevista per il primo novembre scorso, ma il ministero degli Interni di Pristina l’ha posticipata oggi, per consentire lo sviluppo di una campagna informativa. E durante la prima fase dell’attuazione delle nuove leggi, ai valichi di frontiera ai visitatori che entrano nel territorio del Kosovo verrà distribuito materiale informativo su procedure e norme specifiche, e e questo periodo informativo durerà fino al 15 marzo. Alla fine del 2022, il Kosovo ha vietato la circolazione di veicoli con targhe delle città serbe, esacerbando le tensioni sul territorio, ritirando pii il provvedimento nel 2024.

Pristina afferma che non esistono dati ufficiali precisi sul numero di serbi residenti in Kosovo e in possesso di documenti kosovari, perché i membri di questa comunità, principalmente nei quattro comuni settentrionali, hanno boicottato il censimento della popolazione del 2024.

Le autorità del Kosovo, nel periodo da novembre 2024 ad aprile 2025, hanno consentito ai serbi in Kosovo di ottenere la cittadinanza “in un secondo momento”, considerando che alcuni non hanno potuto ottenere documenti del Kosovo perché possedevano solo certificati di nascita rilasciati da istituzioni serbe, che Pristina non riconosce.

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