Libia: Gheddafi, siamo con spalle al muro; Shalgam, presto via
(Keystone-ATS) Muammar Gheddafi ha ammesso di “avere le spalle al muro” evocando “ritorsioni” contro gli “assassini” della Nato che non hanno impedito poche ore dopo all’ex ambasciatore all’Onu ed ex amico personale del colonnello, ora passato con i ribelli, Abdurrahman Shalgam, di ipotizzare una fuga del rais da Tripoli “entro due o tre settimane”, e al premier britannico David Cameron di stimare che il rais “ha le ore contate”.
Gheddafi è tornato a lanciare i suoi strali nel corso di un intervento audio trasmesso nella notte dalla tv di Stato libica. Il rais ha chiesto un incontro urgente del Consiglio di sicurezza Onu per discutere di “questo attacco barbaro”, riferendosi in particolare alle vittime del raid Nato a Sorman, dove secondo il regime sono morti 15 civili tra i quali tre bambini.
I nuovi attacchi verbali del rais non hanno smosso la diplomazia internazionale: Gheddafi “sa di non poter più governare la Libia”, “sta cercando soldi” e si sta preparando a lasciare il Paese “entro due o tre settimane”, ha riferito Shalgam intervistato dal Corriere Tv. Per il colonnello, ha detto l’ex ministro degli Esteri libico ed ex ambasciatore a Roma, è anche fondamentale “tenersi lontano” dalla Corte penale internazionale (Cpi), che il prossimo lunedì potrebbe decidere di spiccare un mandato di cattura contro di lui, il secondogenito Saif al-Islam, e il capo dei servizi segreti libici Abdullah al-Senussi, tutti e tre accusati di crimini contro l’umanità.