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Minacce morte, Wilders annulla evento anti-islamico

Migliaia in piazza in Pakistan contro Geert Wilders, leader del Partito della Libertà olandese KEYSTONE/EPA/SHAHZAIB AKBER sda-ats

(Keystone-ATS) Minacce di morte e migliaia di musulmani in piazza in Pakistan hanno costretto Geert Wilders, leader del Partito della Libertà olandese, a cancellare il suo evento: una gara di vignette su Maometto da tenersi nelle stanze del partito nel parlamento dell’Aja.

In una dichiarazione scritta, Wilders – già condannato in passato per incitamento alla discriminazione e autore del controverso documentario anti-Islam ‘Fitna’ – ha spiegato di aver preso la decisione di annullare la competizione “per evitare il rischio di vittime della violenza islamica”.

Martedì infatti era stato arrestato all’Aja un 26enne sospettato di terrorismo e di aver minacciato di morte l’organizzatore dell’evento sul Profeta. Il giorno prima l’uomo, a quanto pare un cittadino pachistano, aveva postato le minacce su Facebook in lingua urdu.

E proprio in Pakistan, circa 10 mila sostenitori del partito islamico Tehreek-i-Labbaik Pakistan (Tlp) hanno lanciato una marcia di protesta, anche in auto e moto, da Lahore fino a Islamabad, con l’obiettivo di fare pressioni sul governo del neo-premier Imran Khan – eletto anche grazie al Tlp – perché rompa le relazioni diplomatiche con i Paesi Bassi.

Le autorità pachistane, pur assicurando che porteranno la questione alle Nazioni Unite, hanno bloccato alcune delle principali strade della capitale, per impedire ai dimostranti di raggiungere la zona dove hanno sede le ambasciate olandese e di altri Paesi.

Il ministro degli Esteri pachistano, Shah Mahmood Qureshi, ha parlato al telefono con il suo omologo olandese, Stef Blok, per esprimere il disappunto del Pakistan per il concorso. Dal canto suo il governo dell’Aja ha preso le distanze dall’evento organizzato da Wilders.

L’Islam considera blasfemo anche solo raffigurare Maometto. Dal 2005 in poi caricature del Profeta, pubblicate dal danese Jyllands-Posten, dal francese Charlie Hebdo e da altri giornali europei, hanno più volte causato proteste e violenti scontri in diversi Paesi a maggioranza musulmana. Fino alla strage nella redazione del settimanale satirico di Parigi nel gennaio 2015.

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