Moratoria studi medici stenta a decollare
(Keystone-ATS) La reintroduzione della moratoria sull’apertura di nuovi studi medici stenta a decollare. Le due Camere non riescono a mettersi d’accordo su quali dovrebbero essere i professionisti interessati dalla misura. Il Consiglio nazionale ha mantenuto oggi un’altra divergenza con gli Stati relativa alle organizzazioni da consultare. La partita si annuncia quindi difficile per il consigliere federale Alain Berset che ha fissato l’entrata in vigore della moratoria per il primo luglio.
Introdotta nel 2002, la moratoria è stata abolita alla fine del 2011. Dal 2012 si è assistito a un notevole incremento di specialisti, in particolare in provenienza dall’UE, che chiedono un numero IVA per poter fatturare le prestazioni dell’assicurazione obbligatoria.
Per frenare questo aumento, il ministro della sanità ha proposto la reintroduzione della moratoria a titolo transitorio e quale misura urgente durante tre anni, nell’attesa di una soluzione più globale. I cantoni sarebbero liberi di scegliere se reintrodurla.
Per Alain Berset, la “reintroduzione temporanea dell’autorizzazione secondo il bisogno” nella LAMal dovrebbe interessare solo gli specialisti. Il Nazionale vorrebbe invece escludere anche i medici che hanno esercitato durante diversi anni in un istituto svizzero di formazione riconosciuto. I “senatori” e il ministro della sanità si oppongono, poiché temono che ciò sia contrario all’accordo di libera circolazione delle persone.
Secondo la maggioranza dei consiglieri nazionali, la distorsione alla libera circolazione può essere giustificata dal fatto che si esige dai medici, le cui cure sono rimborsate dall’assicurazione malattia di base, una certa conoscenza del sistema svizzero.
Il Consiglio nazionale non ha inoltre ceduto sul modo in cui il Consiglio federale fisserà i criteri per applicare la moratoria. Gli Stati volevano associare i cantoni alla decisione. Il Nazionale ha deciso di attenersi alla soluzione inizialmente proposta dal governo: i cantoni saranno ascoltati nell’ambito di audizioni, alla stregua di medici e assicuratori. Con 104 voti contro 77, i deputati hanno deciso di aggiungervi le associazioni di pazienti.
Va ricordato infine che al fine di reintrodurre la moratoria già dal primo luglio, le due Camere devono entrambe accordare la clausola di urgenza alla revisione. È quindi necessario l’avallo della maggioranza dei membri (24 voti al Consiglio degli Stati e 101 al Nazionale). Poi vi saranno ancora le votazioni finali e qui i risultati potrebbero essere serrati.