Nessuno elegge più equamente del sorteggio

Quando viene designato il parlamento, si pensa automaticamente al suffragio. Ma quanto sono veramente democratiche queste elezioni? Agli albori della democrazia, ad Atene, si eleggeva estraendo a sorte. Vari movimenti vogliono ridar vita a questa vecchia prassi. Due giovani ricercatori di Losanna hanno ripercorso la storia delle elezioni mediante sorteggio in Svizzera.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 giugno 2019 - 10:36

Le élite politiche e il denaro determinano le elezioni: voci critiche continuano a rimproverarlo alla democrazia svizzera. Ma quale sarebbe l'alternativa? Alcuni dicono: il sorteggio. Esso determina i rappresentanti del popolo indipendentemente dalla loro origine, dal loro influsso e dai loro legami.

Attualmente in Svizzera ci sono diversi movimenti che hanno come obiettivo l'introduzione di elezioni tramite sorteggio. Generation Nominaton (GeNomi) propone di designare i membri del Consiglio nazionale, ossia la Camera del popolo svizzera, per estrazione a sorte. A Bienne, il movimento Passerelle aveva chiesto di sorteggiare la metà dei membri del parlamento cittadino. A livello nazionale, è in corso la raccolta delle firme pe l'Iniziativa sulla giustizia che domanda la designazione dei giudici federali mediante sorteggio.

L'estrazione a sorte non è tuttavia un fenomeno senza precedenti nemmeno in territorio elvetico. Risalente alla democrazia dell'antica Grecia, il sorteggio in passato è stato ampiamente utilizzato anche in comunità sovrane dell'attuale Svizzera. Nell'ambito di un progetto sostenuto dal Fondo nazionale di ricerca scientifica, due giovani politologi dell'università di Losanna, Maxime Mellina e Aurèle Dupuis, hanno condotto studi approfonditi sul tema e ripercorso la storia dell'estrazione a sorte in politica in Svizzera.

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