The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera
In primo piano
Restate in contatto con la Svizzera

Parchi zoologici: animali in soprannumero nel piatto al ristorante

(Keystone-ATS) Decine di animali in soprannumero ospitati in parchi faunistici svizzeri finiscono ogni anno nei piatti dei visitatori che si recano nei rispettivi ristoranti. Una prassi, riferiva ieri il “Landbote”, adottata da molto tempo ad esempio dal Wildpark Langenberg, ma non solo, e che lascia perplessi taluni.

“È uno scherzo del primo aprile a scoppio ritardato?”, si è chiesta una visitatrice del parco alle porte di Zurigo che accoglie prevalentemente specie indigene. Ogni anno nascono circa 100 animali: la maggior parte deve però essere ricollocata altrove per motivi di spazio o perché la gerarchia non permette la convivenza di diversi maschi.

Quando non viene trovata loro una nuova “casa” in un altro parco vengono abbattuti. Molti finiscono nei due ristoranti del posto, ad esempio come “bistecca di cervo” o “arrosto di cinghiale”: effettivamente gli ospiti possono consumare carne di animali del parco zoologico, conferma al giornale Martin Kilchenmann, portavoce della fondazione Wildnispark Zürich, che comprende il Wildpark Langenberg. Questo tipo di approccio, oltre ad essere “molto ecologico, illustra ai visitatori “il ciclo naturale” dell’animale, spiega Kilchenmann, secondo cui nel 2012 sono stati uccisi e “riutilizzati per la consumazione umana” 49 cervi e dieci cinghiali.

Tuttavia il parco non sembra voler fare grande pubblicità a tale prassi: la si scopre solo leggendo le dichiarazioni di origine della carne scritte in piccolo sul menù. “La maggioranza dei nostri clienti dimostra favore e approvazione per il nostro modo di procedere”, afferma Kilchenmann al “Landbote”.

Ma anche in altri parchi gli animali in soprannumero finiscono nei piatti degli ospiti, per esempio come salmì. Al Wildpark Bruderhaus di Winterthur ogni anno vengono abbattuti per il consumo umano “due o tre cervi rossi, tre o quattro daini e due o tre cinghiali”, di cui la maggioranza viene poi servita nel proprio ristorante, spiega al giornale locale Beat Kunz, direttore dell’associazione del parco. Per Kunz è chiaro che l’accoppiamento e l’allevamento di cuccioli fa parte di un modo di tenere gli animali consono alla specie, ma “le popolazioni nei recinti non possono crescere a piacere”.

L’organizzazione animalista “Vier Pfoten” sottolinea tuttavia che “molti zoo e parchi faunistici in Germania e in Austria gestiscono le proprie popolazioni senza soppressioni”, ad esempio attraverso una separazione dei sessi. Per evitare la riproduzione è però anche possibile ricorrere, almeno per certe specie, ad anticoncezionali, spiega sempre al “Landbote” la portavoce Samantha Sbocchi. Particolarmente biasimevole è se i parchi e gli zoo creano volutamente un soprannumero per poi macellare in proprio gli animali e offrirne la carne nei propri ristoranti o venderla.

Secondo Andreas Rüttimann della fondazione “Tier im Recht” dal punto di vista prettamente giuridico è ammissibile macellare animali ospitati in parchi e poi proporne la carne nei ristoranti. E quanto all’aspetto etico, ritiene che “non vi è alcun motivo per cui il macello di simili animali dovrebbe essere più riprovevole che quello di maiali, bovini o altri animali da reddito”.

Articoli più popolari

I più discussi

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR