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Adolf Ogi incontra a Pechino il presidente cinese Jiang Zemin

Clima disteso nell'incontro tra il presidente cinese Jiang Zemin e quello svizzero Adolf Ogi Keystone

I colloqui di due giorni del presidente della Confederazione con i dirigenti cinesi hanno permesso di rinsaldare i rapporti diplomatici avviati 50 anni fa. Ogi si è dichiarato ottimista sulla conclusione dei negoziati per l'adesione della Cina all'OMC.

Nel corso di una conferenza stampa tenuta a Pechino, il presidente della Confederazione ha annunciato di prevedere una rapida soluzione dei negoziati bilaterali sull’accesso della Cina all’Organizzazione per il commercio mondiale (OMC). Malgrado non sia riuscito a strappare alle autorità cinesi la promessa di nuove licenze per le società assicurative svizzere, i negoziati dovrebbero concludersi entro il mese.

In tal modo, la Cina potrebbe accedere all’OMC già all’inizio dell’anno prossimo. Solo Svizzera e Messico non hanno infatti ancora firmato un accordo bilaterale al riguardo. Ogi ha manifestato la sua soddisfazione per la visita a Pechino, dove negli ultimi due giorni ha avuto colloqui con il presidente Jiang Zemin, il primo ministro Zhu Rongji e il ministro della difesa Chi Haotian.

La questione dei diritti umani è stata affrontata «in dettaglio e in modo sorprendetemente aperto», ha detto il presidente della Confederazione, evitando di ricordare gli screzi durante la visita di Jiang Zemin in Svizzera lo scorso anno, quando il presidente cinese minacciò di accorciare la visita a causa delle dimostrazioni contro le violazioni dei diritti umani in Cina.

«Abbiamo parlato delle differenze che restano sui diritti umani, ma anche dei progressi», ha detto Ogi. L’incidente sembra quindi superato: «la Cina è pienamente soddisfatta del sano sviluppo dei rapporti bilaterali», ha detto il premier Zhu Rongji, citato dall’agenzia ‘Nuova Cina’.

Il presidente della Confederazione ha ricordato con orgoglio che cinquant’anni fa la Svizzera fu uno dei primi paesi ad allacciare relazioni diplomatiche con la neonata Cina comunista: «Fu una decisione coraggiosa», ha detto Ogi, promettendo un ulteriore sviluppo dei rapporti economici, maggiori investimenti e più joint-ventures.

Barbara Alighiero, Pechino

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