Bisogna iscrivere il denaro contante nella Costituzione? La risposta alle urne l’8 marzo
L’8 marzo il popolo svizzero si esprimerà in votazione sulla preservazione del denaro contante tramite la sua iscrizione nella Costituzione. Sottoposti al giudizio delle urne sono un’iniziativa popolare e il controprogetto diretto ad essa, proposto dal Consiglio federale.
Come utilizzano il denaro contante le svizzere e gli svizzeri?
Secondo un recente studioCollegamento esterno della Banca nazionale svizzera (BNS), le persone residenti nella Confederazione si stanno allontanando dal denaro contante. Più di sette persone su dieci, nel 2017, pagavano in contanti al chiosco, al ristorante e nei negozi. Nel 2024 erano scese a tre su dieci. E persino a meno di due su dieci tra le persone di un’età compresa tra i 15 e i 34 anni.
Carte di debito e di credito ma anche le applicazioni digitali (soprattutto Twint) sono in forte ascesa. Anche alla Posta i pagamenti effettuati di persona allo sportello sono in caduta libera e rappresentano meno dell’1% delle transazioni, a beneficio dei mezzi digitali.
Sebbene lo utilizzino meno, tuttavia, le svizzere e gli svizzeri non vogliono abbandonare il denaro contante. Più di due terzi delle persone intervistate nell’ambito dello studio della BNS desiderano conservare la possibilità di usarlo. Un quarto ha affermato di non ricorrere più al denaro liquido, ma desidera comunque il suo mantenimento.
Insomma, il contante resta amato. Anzi, guadagna attrattiva con le incertezze geopolitiche ed economiche, secondo uno studio di Philoro pubblicato all’inizio del 2025, quando nove persone su dieci rifiutavano la scomparsa del denaro contante, contro sette su dieci nel 2023.
Altri sviluppi
La popolazione svizzera ci tiene al suo contante, anche se lo usa sempre meno
Su cosa si voterà precisamente l’8 marzo?
L’elettorato elvetico è chiamato a dire se desidera o meno ancorare il contante e la sua disponibilità nella Costituzione. In caso affermativo, potrà scegliere la modalità: attraverso un’iniziativa popolare (“Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconoteCollegamento esterno“) oppure tramite il controprogetto diretto del Consiglio federale.
Il popolo dovrà inoltre indicare quale delle versioni preferisce nel caso in cui entrambe le proposte venissero accettate. Questo tipo di domanda sussidiaria non si verificava più a livello nazionale da 15 anni.
Come è nata e cosa chiede l’iniziativa?
L’iniziativa proviene dal Movimento svizzero per la libertà (MLS)Collegamento esterno, un gruppo di cittadine e cittadini già all’origine di un’iniziativa popolare contro la vaccinazione obbligatoria, un testo respinto alle urne nel 2024. Depositata nel 2023, questa nuova iniziativa sul denaro contante ha raccolto 137’000 firme senza il sostegno di alcun partito politico.
Il testo chiede che monete e banconote siano costantemente disponibili in quantità sufficiente e che il popolo e i Cantoni si pronuncino su ogni progetto volto a sostituire il franco svizzero con un’altra moneta. Queste due idee sono destinate a completare l’Articolo 99 della CostituzioneCollegamento esterno, che riguarda la politica monetaria.
Presidente e figura di spicco del MLS, Richard Kohler attribuisce al denaro contante virtù di libertà, indipendenza e sicurezza. In primo luogo, la sicurezza di fronte al rischio di guasti informatici o di attacchi informatici, sinonimi di caos. Il denaro contante rappresenta anche un’alternativa al digitale per le persone più anziane o riluttanti sulla base di motivazioni filosofiche.
Evitando restrizioni o addirittura la scomparsa del denaro liquido, i promotori intendono anche evitare di aprire la strada alla “sorveglianza permanente delle nostre spese e attività”, per non parlare di evoluzioni estreme come il modello del credito sociale cinese.
Cosa propone il controprogetto diretto?
Sia il Governo che il Parlamento condividono con chi promuove l’iniziativa l’idea che il contante sia importante per la Svizzera così come l’uso del franco come moneta nazionale. Le autorità rilevano che due leggi regolano già la questione, ma approvano l’idea di consolidare il tutto ancorandolo nella Costituzione.
La formulazione dell’iniziativa non è però ritenuta adeguata. Il controprogetto mira a precisarla. Esso prevede d’iscrivere all’articolo 99 della Costituzione che la moneta elvetica è il franco svizzero e che la BNS garantisce l’”approvvigionamento in numerario”, anziché, come specifica l’iniziativa, “in monete e banconote”. Un modo, secondo Berna, di riprendere principi giuridici precisi e riconosciuti, senza che la Confederazione invada le competenze della Banca nazionale.
Il controprogetto prevede inoltre di garantire l’approvvigionamento in denaro contante senza ulteriori precisazioni, mentre l’iniziativa menziona una quantità “sufficiente”.
Perché l’iniziativa non è stata ritirata?
Il controprogetto elaborato da Berna non soddisfa promotrici e promotori dell’iniziativa. “Purtroppo non possiamo confermare che il mondo politico abbia realmente compreso le nostre rivendicazioni”, affermano.
Secondo il controprogetto, “la Banca nazionale garantisce l’approvvigionamento in numerario”, ma chi appoggia l’iniziativa ritiene che questa formulazione non implichi che “le banche continueranno a offrire un accesso sufficiente al contante alla popolazione”, anche se, nella pratica, la BNS lo fornisce alle banche in funzione delle loro necessità.
In breve, secondo promotrici e promotori, dev’essere la Confederazione a garantire l’utilizzo del denaro contante e non la BNS, che non ne ha la capacità.
Secondo loro, l’altro difetto riguarda la nozione di numerario utilizzata nel controprogetto, che sostituisce le monete e le banconote presenti nell’iniziativa.
“Giuristi astuti (…) potrebbero un giorno argomentare che una moneta digitale di Stato (…) che condivide alcune caratteristiche del contante, ma senza supporto fisico, potrebbe essere considerata una forma legale di denaro contante. Così, la porta resterebbe aperta all’introduzione di una moneta digitale di Stato destinata a sostituire il denaro contante fisico.”
Chi sostiene cosa?
L’iniziativa è spesso lodata nelle sue intenzioni ma respinta nella sua formulazione. A livello dei partiti politici, solo l’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) la sostiene. Il controprogetto diretto le è preferito in modo quasi unanime, come mostrato dalla procedura di consultazione. Secondo il Consiglio federale, va nella direzione dei promotori dell’iniziativa, ma “si basa su regole giuridiche precise e comprovate”.
Anche le due Camere del Parlamento sostengono il controprogetto, quasi all’unanimità. Il denaro contante è in grado di contrastare il profiling digitale, i guasti informatici e le frodi online, ma anche di combattere i costi delle transazioni digitali nel commercio e nella ristorazione, si è sentito durante i dibattiti al Consiglio nazionale.
Il controprogetto ha inoltre il sostegno dei Cantoni, delle principali associazioni mantello dell’economia (Economiesuisse, Associazione svizzera dei banchieri, Unione svizzera dei contadini, ecc.) e dei sindacati (USS, Travail.Suisse, ecc.).
A cura di Samuel Jaberg
Tradotto con il supporto dell’IA/Zz
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