Accedere al servizio civile in Svizzera sarà più difficile
Il popolo svizzero ha accolto domenica la modifica legislativa che restringe l’accesso al servizio civile. La riforma rafforza l’esercito, ma potrebbe avere conseguenze in ambito sanitario e sociale.
In futuro, i giovani in Svizzera che non vogliono svolgere il servizio di leva o completare la scuola reclute avranno più difficoltà ad accedere al servizio civile.
Domenica, il 53% dell’elettorato ha approvato la riforma voluta dal Consiglio federale e dal Parlamento, che inasprisce i criteri di ammissione, anche per garantire gli effettivi dell’esercito. Il tasso di partecipazione è stato del 58%.
La modifica legislativa è stata accolta nella maggior parte dei Cantoni, con quote superiori al 60% nella Svizzera centrale. In controtendenza, invece, Ginevra e altri Cantoni francofoni, oltre a Basilea Città e Zurigo, dove sono prevalsi i “no”.
La nuova legge attua in modo rigoroso l’obbligo costituzionale per gli uomini di prestare servizio militare. Il fronte del “sì” ha ricordato durante la campagna che il servizio civile sostitutivo “deve rimanere un’eccezione”. Al momento è invece “troppo attraente” rispetto al servizio militare. La situazione geopolitica attuale, e in particolare la guerra tra Russia e Ucraina, richiede un esercito efficiente, ha sottolineato il campo favorevole alla riforma.
Le persone votanti hanno capito che il servizio civile deve rimanere un’eccezione al servizio militare, ha dichiarato il consigliere federale Guy Parmelin nella tradizionale conferenza stampa dopo le votazioni. Il “sì” al testo consentirà inoltre di consolidare anche gli effettivi dell’esercito, in un momento delicato dal punto di vista geopolitico, ha sottolineato.
Chi si è opposto ha criticato un cambio di regime che farà calare del 40% il numero di persone che scelgono il servizio civile (da circa 7’200 a 4’000 all’anno). In futuro, ha avvertito un’alleanza di associazioni e partiti, tra cui il Partito socialista e i Verdi, si sentirà la mancanza di personale proprio dove ce n’è più bisogno: ospedali, case di cura, scuole, protezione dell’ambiente, agricoltura o economia alpina.
>> Servizio civile, il confronto tra Zeno Casella, membro del comitato di CIVIVA, e Stefano Laffranchini, presidente della società ticinese degli ufficiali (RSI):
Un risultato positivo per l’esercito e la politica di sicurezza della Svizzera
Chi ha sostenuto la riforma del servizio civile è evidentemente soddisfatto del risultato odierno: ciò dà garanzie a lungo termine sugli effettivi dell’esercito e sulla politica di sicurezza della Confederazione. Secondo l’Alleanza Sicurezza Svizzera, l’approvazione del progetto ha corretto gli sviluppi negativi degli ultimi anni.
L’equità in materia di servizio militare è stata ripristinata e il servizio civile è stato riportato al suo scopo originario, ha comunicato oggi l’associazione. Questa alternativa al servizio militare non viene abolita, ma rimane aperta a coloro che hanno un vero conflitto di coscienza.
Il Partito liberale radicale (PLR) vede nell’approvazione della nuova legge un chiaro segnale da parte dell’elettorato che il servizio civile deve essere un’eccezione. Data l’acuta carenza di personale e l’instabilità della situazione in materia di politica di sicurezza, l’obbligo di prestare servizio militare non dovrebbe essere un menu “à la carte”, secondo il PLR.
Sia il servizio militare che quello civile danno un importante contributo alla Svizzera, ha indicato dal canto suo il Centro in una nota. La revisione rafforza l’esercito senza abolire il servizio civile o limitare i diritti fondamentali.
La decisione uscita dalle urne ha ripercussioni positive sul mercato del lavoro, poiché nelle aziende sono disponibili più persone se i giovani prestassero il servizio militare invece di un servizio civile tendenzialmente più lungo, secondo l’Unione svizzera degli imprenditori.
Il servizio civile rimane importante in Svizzera
La sconfitta di misura subita da chi si era opposto alla riforma dimostra quanto sia importante il servizio civile per la società, secondo Magdalena Erni, copresidente dei Giovani Verdi. “La metà della popolazione vuole mantenere il servizio civile così com’è”, ha detto Erni.
“Il risultato di oggi non deve essere interpretato come un rifiuto del servizio civile, bensì come l’espressione della preoccupazione della popolazione riguardo alla situazione in materia di politica di sicurezza. Ed è proprio qui che il servizio civile apporta un contributo importante”, ha affermato la consigliera nazionale ecologista Clarence Chollet, co-presidente della fondazione svizzera per il servizio civile CIVIVA.
Per il fronte contrario alla riforma si tratterà ora di “respingere altri attacchi contro il servizio civile”. Il prossimo sarà il progetto di fusione del servizio civile con la Protezione civile. “Questi progetti sono una catastrofe e un attacco frontale contro il diritto fondamentale alla libertà di coscienza. È una politica retrograda degna del secolo scorso”, ha affermato Rayyân Rehouma, segretario politico del Gruppo per una Svizzera senza esercito.
Il Partito socialista vede nella votazione odierna un primo passo di una strategia mirata dei partiti borghesi per smantellare il servizio civile pezzo per pezzo, fino a farlo scomparire del tutto. L’accesso al servizio civile senza esame di coscienza non deve essere toccato, ha indicato il partito in un comunicatoCollegamento esterno.
Cosa prevede la nuova legge svizzera sul servizio civile?
Le misure contenute nella revisione legislativa, che dovrebbero entrare in vigore a metà del 2027, sono sei:
- I civilisti – così sono chiamati coloro che svolgono il servizio vicile in Svizzera – devono svolgere almeno 150 giorni di servizio, indipendentemente da quanti ne abbiano già effettuati nell’esercito.
- Rispetto al passato, hanno meno margine di manovra nella pianificazione di quando intendono svolgere queste mansioni.
- L’obbligo di prestare un servizio di una durata lunga una volta e mezzo il normale servizio militare è esteso anche a ufficiali e sottufficiali.
- Introduzione di una sorta di “corso di ripetizione” per civilisti, da svolgere ogni anno a partire dall’anno successivo all’ammissione.
- I militari che non hanno più giorni di servizio da svolgere non possono più passare al servizio civile.
- Eliminazione degli impieghi che richiedono una formazione in medicina umana, odontoiatria o veterinaria.
Tre criteri per essere ammessi al servizio civile in Svizzera
Il servizio civile è un’alternativa al servizio militare. Per essere ammessi occorre soddisfare tre criteri: essere idonei al servizio militare, avere un conflitto di coscienza ed essere disposti a svolgere un servizio una volta e mezza più lungo rispetto a quello militare.
I civilisti operano in ambiti di interesse pubblico. Come i militari, ricevono un’indennità per perdita di guadagno durante il servizio. L’anno scorso il 50% dei giorni di servizio civile è stato svolto nel settore sociale, il 18% nell’istruzione pubblica, quasi il 15% nella sanità e poco meno del 10% nella protezione della natura e dell’ambiente.
Nel 2025, 7’211 persone sono state ammesse al servizio civile, un record. Un terzo delle domande è stato presentato dopo la scuola reclute. Anche il numero di giorni di servizio svolti – quasi 1,9 milioni – ha raggiunto il livello più alto dall’introduzione del servizio civile nel 1996.
Il servizio civile non va confuso con la protezione civile, che riguarda persone non idonee al servizio militare ma che possono essere impiegate in compiti di protezione della popolazione.
Altre riforme in vista per il servizio civile
Nonostante il risultato di domenica, difficilmente sarà l’ultima votazione su questo tema. Il Consiglio federale sta attualmente lavorando a una reintroduzione dell’esame di coscienza, abolito nel 2009. Il Governo intende inoltre introdurre una giornata informativa obbligatoria sull’esercito per le donne.
Nel giugno 2025, il Consiglio nazionale ha inoltre approvato una mozione che mira a fondere la protezione civile e il servizio civile per creare una nuova entità denominata “protezione contro le catastrofi”.
Se il Consiglio degli Stati dovesse sostenere questo progetto, è probabile che la sinistra indica un altro referendum contro quello che definisce uno smantellamento del servizio civile.
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