
Votazioni del 28 settembre: “sì” all’e-ID in testa, ma la Quinta Svizzera resta prudente

L’identità digitale convince un’ampia maggioranza dell’elettorato svizzero, ma la diaspora è più scettica, secondo il primo sondaggio della SSR in vista delle votazioni federali del 28 settembre. Anche l’abolizione del valore locativo gode di un sostegno maggioritario.
Chi vuole introdurre l’identità elettronica in Svizzera entra nel vivo della campagna con un chiaro vantaggio. La base legale che dovrebbe regolamentare un’e-ID statale, facoltativa e gratuita sembra sulla buona strada per essere accettata alle urne il 28 settembre.
A poco più di un mese dalla votazione, una maggioranza del 60% delle cittadine e dei cittadini approva la legge sull’e-ID. Il 36% vi si oppone e il 4% è ancora indeciso, secondo il primo sondaggio della SSR realizzato dall’istituto gfs.bern.
Gli svizzeri e le svizzere all’estero si mostrano però più prudenti: solo il 52% delle persone espatriate è favorevole alla legge che introduce l’identità elettronica, mentre il 38% intende respingerla. Una parte della Quinta Svizzera (10%) è ancora indecisa.
Il relativo scetticismo della diaspora sorprende, poiché l’Organizzazione degli Svizzeri all’estero sostiene il progetto. Ritiene che faciliterebbe l’accesso ai servizi amministrativi e l’introduzione del voto elettronico. “La prudenza degli svizzeri all’estero potrebbe essere influenzata dall’esperienza con l’e-ID acquisita nel Paese ospitante”, suggerisce la politologa del gfs.bern Martina Mousson.
Per il primo sondaggio in vista delle votazioni federali del 28 settembre 2025, l’istituto gfs.bern ha intervistato 13’761 persone con diritto di voto tra il 4 e il 18 agosto. Il margine di errore statistico è di +/-2,8%.
Le intenzioni di voto in seno alle basi dei partiti corrispondono alle raccomandazioni ufficiali, secondo il sondaggio. Solo l’elettorato dell’Unione democratica di centro (UDC, destra sovranista) respinge chiaramente il progetto, mentre gli altri lo approvano ampiamente, da sinistra a destra.
Anche il livello di fiducia nel Governo gioca un ruolo importante. “Le persone diffidenti nei confronti delle autorità sono in maggioranza contrarie all’e-ID, mentre chi ha fiducia la sostiene”, osserva Martina Mousson.
Il primo progetto di identità elettronica sottoposto al giudizio popolare nel 2021 era stato respinto principalmente perché sarebbe stato gestito da fornitori privati. Questo punto resta centrale, poiché l’argomento che convince maggiormente l’elettorato è che l’e-ID proposta oggi sarà interamente gestita dallo Stato. Questo rassicura di fronte a una possibile dipendenza dai giganti della tecnologia.
Chi si oppone al progetto ottiene consensi soprattutto sottolineando che l’accesso ai servizi analogici potrebbe diventare più difficile. Questo penalizzerebbe chi ha poca dimestichezza con il digitale.
>> Il nostro articolo esplicativo sull’e-ID in Svizzera:

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Incertezze sull’abolizione del valore locativo
Anche il sì alla riforma dell’imposizione della proprietà abitativa inizia la campagna in vantaggio. Tuttavia, l’esito del voto appare più incerto.
La riforma prevede l’abolizione del valore locativo – ovvero un’imposta sul reddito fittizio che un proprietario potrebbe ottenere affittando il proprio immobile – e l’introduzione di un’imposta speciale sulle seconde case. Questa misura mira a compensare le perdite fiscali nei cantoni turistici, che temono una riduzione delle entrate.
Al momento, il 58% dell’elettorato sostiene il progetto elaborato dal Parlamento. Il 33% intende respingerlo e il 9% non ha ancora un’opinione definita. Per questo oggetto, le intenzioni di voto della Quinta Svizzera sono simili.
Come previsto, il sondaggio mostra che i proprietari e le proprietarie immobiliari approvano massicciamente (68%) la soppressione di un’imposta che considerano “ingiusta”, poiché devono pagarla sulla base di un reddito teorico. Una maggioranza relativa di inquilini e inquiline è contraria: il 45% intende votare “no”, il 40% “sì” e il 15% è indeciso. “Molti inquilini non si sono ancora fatti un’opinione, a differenza dei proprietari, che sono già mobilitati”, osserva Martina Mousson.
Allo stesso modo, le persone che vivono in città, più spesso in affitto, sono meno convinte della riforma rispetto a chi abita in zone rurali.
Sul piano politico, l’elettorato dei partiti borghesi – UDC, Il Centro e Partito liberale radicale – sono favorevoli al cambiamento. Anche se il Partito Verde Liberale ha lasciato libertà di voto, oltre la metà del suo elettorato è al momento favorevole.
Sorprendentemente, una maggioranza relativa della base del Partito socialista (48% sì contro 44% no) sostiene ancora il progetto, nonostante il partito sia chiaramente contrario.
Secondo Martina Mousson, ciò si spiega con il fatto che la formazione dell’opinione su questo tema complesso è ancora poco avanzata, soprattutto tra l’elettorato di sinistra. Gli argomenti presentati durante la campagna saranno decisivi, afferma.
Il servizio del TG 12.30 della RSI del 22 agosto 2025:
Molte persone indecise per un tema complesso
Gli argomenti di chi sostiene la riforma sembrano più efficaci di quelli del fronte del no. Una larga maggioranza di persone intervistate ritiene ingiusto dover pagare imposte su un reddito fittizio. Al contempo, gli argomenti del fronte contrario faticano a convincere. Quello secondo cui solo le persone più ricche beneficerebbero di un alleggerimento fiscale è l’argomento che fa più breccia.
Martina Mousson sottolinea che sarà necessario attendere il secondo sondaggio per avere maggiore chiarezza. “Ci sono ancora molti indecisi e il tema è complesso”, osserva.
L’istituto gfs.bern ricorda che la sinistra ha recentemente vinto diverse votazioni. Potrebbe nuovamente mobilitare molte persone, anche grazie a un vantaggio quantitativo: la Svizzera è un Paese con una maggioranza di inquilini.
>> Il nostro articolo esplicativo sull’abolizione del valore locativo in Svizzera:

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Articolo a cura di Samuel Jaberg
Traduzione con il supporto dell’IA/lj

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