Il futuro climatico della Svizzera sui banchi del parlamento

In Svizzera, il settore dei trasporti è responsabile di un terzo delle emissioni di gas a effetto serra. Keystone

La Svizzera intende dimezzare le sue emissioni di gas a effetto serra entro il 2030. Ma in che modo? La risposta deve trovarla il parlamento, che oggi inizia a dibattere sulla revisione della legge sul CO2.

Dalle parole ai fatti: quasi quattro anni dopo aver presentato i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni, confluiti nello storico accordo internazionale di Parigi sul clima, la Svizzera deve ora decidere come intende concretizzare i suoi impegni.

Obiettivi di riduzione delle emissioni in Svizzera (rispetto al 1990). swissinfo.ch


Il 3 dicembre, la Camera del popolo (Consiglio nazionale) inizia a discutere sulla revisione della legge federale sul CO2, il fulcro della politica svizzera in materia di clima. L'altra camera, la Camera dei cantoni, ne dibatterà dal 2019.

Il servizio della Radiotelevisione Svizzera:


Di che cosa si tratta?

La legge sul CO2 è il principale strumento politico della Confederazione per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra. In vigore dal 2011, prevede che ogni settore, dai trasporti all'industria, adotti delle misure.

Perché la legge va rivista?

L'attuale legislazione disciplina le misure di riduzione delle emissioni fino al 2020, nel quadro del Protocollo di Kyoto. Per trasporre nella legislazione nazionale gli obiettivi dell'Accordo di Parigi (periodo 2021-2030) è necessaria una revisione totale.

Che cosa prevede la revisione della legge?

Nel suo messaggio al parlamento, il governo elvetico propone di realizzare almeno il 30% delle riduzioni delle emissioni sul territorio nazionale e al massimo il 20% all'estero. Qui le principali misure auspicate nei singoli settori:

Trasporti: aumento della quota di carburanti da fonti rinnovabili; prescrizioni più severe per le emissioni dei veicoli nuovi, in linea con quelle dell'Unione europea (ad esempio: 95 invece di 130 grammi di CO2/km per le autovetture); gli importatoti di carburanti fossili devono compensare fino al 90% le emissioni generate dal traffico.

Edifici: aumento dell'aliquota massima della tassa sul CO2 applicata ai combustibili fossili, da 120 a 210 franchi per tonnellata di CO2. I proventi continueranno ad alimentare il programma per il risanamento degli edifici, ma solo fino al 2025.

Industria: collegamento del sistema svizzero di scambio di quote di emissioni a quello europeo.

Quali sono i punti più controversi?

La maggioranza della Commissione dell'ambiente della Camera del popolo ha approvato la revisione della legge sul CO2 nel suo complesso. Tra i singoli dossier che sono suscettibili di accendere i dibattiti in parlamento si possono citare la suddivisione Svizzera-estero degli obiettivi di riduzione delle emissioni, l'aumento del prezzo del carburante e l'introduzione di una tassa ecologica sui voli.

Per benzina e diesel, la commissione propone - contrariamente al governo - un aumento massimo di 8 centesimi al litro. Le proposte di minoranza auspicano un sovrapprezzo massimo compreso tra i 5 e i 20 centesimi.

In materia di aviazione, la commissione si oppone all'introduzione di una tassa sui biglietti aerei. Due minoranze propongono invece una tassa compresa tra i 12 e 50 franchi per i voli di linea in partenza dalla Svizzera.

Quali le posizioni in parlamento?

Il progetto di legge non convince né a destra né a sinistra. L'Unione democratica di centro, principale partito in Svizzera, propone una non entrata in materia. Il suo timore, condiviso in parte anche al centro, è che un'eccessiva protezione climatica possa ridurre la competitività della piazza economica elvetica.

La sinistra ritiene invece che gli impegni assunti non siano sufficienti, in particolare dopo l'ultimo rapporto degli esperti climatici dell'ONU, secondo cui già un riscaldamento di 1,5 °C (rispetto ai valori preindustriali) avrebbe pesanti conseguenze per gli ecosistemi.

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