Alle urne il futuro dell’Assicurazione invalidità
La popolazione svizzera ha votato domenica sull'aumento temporaneo dell'IVA per scongiurare il collasso finanziario dell'Assicurazione invalidità. L'altro tema in votazione era l'abolizione dell'iniziativa popolare generica.
La situazione finanziaria dell’Assicurazione invalidità (AI) non ha smesso di sprofondare nelle cifre rosse. Anno dopo anno, colpo su colpo: se nel 1996 l’AI presentava un deficit di “soli” 427 milioni di franchi, nel 2000 il disavanzo ha raggiunto 1,5 miliardi di franchi.
Inevitabile, in simili condizioni, l’aumento vertiginoso del debito accumulato: da 1,5 miliardi del 1996, ha oltrepassato nel 2000 la soglia dei 13 miliardi. Una situazione che non mette in pericolo soltanto l’AI, ma ipoteca seriamente anche l’Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS), dal momento che le due assicurazioni sociali condividono il medesimo fondo di compensazione.
Aumento dell’IVA
Nell’ottica di risanare le finanze dell’AI, il Consiglio federale e il Parlamento propongono di aumentare il tasso dell’Imposta sul valore aggiunto (IVA). Un provvedimento tuttavia temporaneo: entrata in vigore il primo gennaio 2011 per un periodo di sette anni.
Concretamente il tasso IVA del 7,6% verrebbe aumentato dello 0,4%. Rialzo più contenuto per i tassi minimi (applicati attualmente a libri, medicamenti e derrate alimentari), che passerebbero dal 2,4% al 2,5%. Il tasso preferenziale del 3,6% che interessa l’industria alberghiera, aumenterebbe dello 0,2%.
Governo e parlamento propongono inoltre di separare il fondo di compensazione di AI e AVS, affinché i problemi finanziari dell’AI non mettano più in pericolo le pensioni dei cittadini e delle cittadine.
Una questione urgente
I parlamentari hanno già tentato di limitare i costi dell’AI, accogliendo una revisione che stabilisce criteri più severi per ottenere una rendita e che favorisce il reinserimento delle persone diversamente abili nel mercato del lavoro. La quinta revisione sta effettivamente dando qualche risultato ma spetterà alla sesta revisione dell’AI, attualmente in preparazione, assicurarne il futuro finanziario.
I partiti di sinistra e la maggioranza della destra condividono l’urgenza di risanare i conti attraverso un finanziamento aggiuntivo. Senza questa iniezione di denaro, non è solo l’avvenire dell’AI ad essere pesantemente ipotecato, ma anche la sorte di migliaia di persone che beneficano della rendita.
Non la pensa così l’Unione democratica di centro (UDC/destra nazionalista), contraria all’aumento dell’IVA. Secondo questo schieramento è preferibile prima occuparsi della sesta revisione e assicurare basi solide all’AI, a costo di concedere in seguito, se necessario, risorse supplementari.
L’UDC non vuole sentire parlare, per ora, di finanziamenti aggiuntivi che finirebbero in quello che definisce “un pozzo senza fondo”. L’attuale crisi economica, infine, non sarebbe propizia a un rialzo del tasso dell’IVA.
Inutile e complicata
Svizzere e svizzeri devono esprimersi anche sull’iniziativa popolare generica, un diritto popolare sancito dalle urne nel 2003. L’iniziativa popolare generica differisce dall’iniziativa popolare “classica” in questi termini: non si tratta di sottoporre al popolo un progetto già ben imbastito, ma semplicemente di delegare al parlamento la formulazione di una soluzione al problema sollevato dall’iniziativa.
Più agile rispetto all’iniziativa tradizionale, l’iniziativa generica permette ai parlamentari di decidere la via da percorrere per raggiungere l’obiettivo: sia attraverso una modifica costituzionale, sia attraverso una modifica legislativa. L’iniziativa classica comporta obbligatoriamente una modifica costituzionale.
Se, dal profilo teorico, questo strumento di diritto popolare sembra convincente, parlamento e governo sono giunti alla conclusione opposta: concretamente l’iniziativa generica è molto complicata da realizzare. Questo nuovo diritto, del resto, appare inutile: perché raccogliere 100’000 firme per chiedere al parlamento di occuparsi di un dossier quando, con il medesimo sforzo, è possibile proporre una soluzione propria?
A giudicare dai consensi quasi unanimi, queste valutazioni sono state convincenti: nessuno schieramento politico di un certo peso, si oppone infatti alla soppressione dell’iniziativa popolare generica. Vedremo che cosa deciderà il popolo: rinuncerà a un diritto popolare che non ha mai utilizzato?
Olivier Pauchard, swissinfo.ch
(traduzione e adattamento dal francese Françoise Gehring)
Il piano sottoposto a votazione federale il prossimo 27 settembre, prevede l’innalzamento differenziato dei tassi dell’IVA nel periodo 2011-2016 a titolo di finanziamento aggiuntivo transitorio dell’AI.
L’aliquota massima crescerebbe di 0,4 punti percentuali all’8%; il tasso ridotto per i beni di consumo passerebbe dal 2,4 al 2,5%; il tasso speciale per il settore alberghiero dal 3,6% al 3,8%.
Dal 2003 la Costituzione federale prevede l’iniziativa popolare generica. Poiché tale strumento si è tuttavia rivelato concretamente inapplicabile,in occasione della votazione federale del 27 settembre Consiglio federale e Parlamento propongono di stralciare dalla Costituzione le disposizioni che lo concernono.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.