Qatar: “se guerra continua rischio petrolio a 150 dollari”
Il ministro dell'energia del Qatar lancia un monito allarmistico: se gli scontri Iran-Usa-Israele proseguono e il lo stretto di Hormuz resta compromesso tutti i produttori dell'area finiranno per dover bloccare le operazioni.
(Keystone-ATS) Il barile di petrolio potrebbe così raggiungere 150 dollari, “trascinando al ribasso le economie di tutto il mondo”.
In una intervista al Financial Times, Saad al-Kaabi sostiene che anche se le ostilità si fermassero oggi ci vorrebbero “settimane, se non mesi” per un ritorno alla normalità. Invece con la durata del conflitto al centro di crescenti incertezze, secondo l’esponente qatariota altri produttori dovranno fare come il suo paese, che ha già dichiarato di aver sospeso le operazioni per “causa di forza maggiore”, dopo un attacco iraniano ad un suo stabilimento.
“Ci aspettiamo che tutti quelli che non hanno fatto ricorso a causa di forza maggiore lo facciano nei prossimi giorni, mentre tutto questo continua. Tutti gli esportatori del Golfo dovranno farlo. Se non lo fanno a un certo punto si ritroveranno a dover pagare il conto, se questa è la loro scelta”.
Intanto lo stop delle forniture dall’area “trascinerà giù le economie del mondo. Se la guerra continua per settimane il prodotto interno lordo mondiale ne subirà le ricadute. I prezzi dell’energia saliranno per tutti. Ci saranno penurie di alcuni prodotti e una reazione a catena per le fabbriche che non possono ricevere approvvigionamenti”.