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Bimbi che vanno a scuola

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Care svizzere e cari svizzeri all'estero,

lo sappiamo bene, chi ci governa non è infallibile e durante la pandemia non tutto è filato liscio.

Finora Berna è stata molto restia nell'ammettere incertezze e possibili passi falsi. Del resto anche gli esperti, che non avevano vissuto esperienze simili, sono incorsi in errori di valutazione.

Per questo è importante che il nostro ministro della sanità ieri abbia riconosciuto in tivù di aver assecondato acriticamente certe discutibili valutazioni.

Dal momento che verosimilmente lo ha fatto in buona fede non gliene vogliamo…

Per le altre notizie di giornata dalla Confederazione basta leggere qui sotto.

Buona lettura

Bimbi che vanno a scuola
Keystone / Georgios Kefalas

Da un’indagine condotta nel canton Zurigo è risultato che un bimbo su cinque è stato infettato dal coronavirus ma i due terzi di questi non hanno manifestato sintomi del Covid-19.


Lo studio Ciao Corona, condotto per la terza volta su 2’500 allievi di 55 scuole zurighesi, ha evidenziato che i bambini che hanno formato anticorpi contro il Sars-CoV-2 sono passati dal 2 al 19% in poco meno di un anno, una quota analoga a quella degli adulti.

Inoltre, l’80% degli scolari cui sono stati individuati gli anticorpi li ha mantenuti per almeno sei mesi mentre il 2% dei contagiati ha manifestato sintomi compatibili con il Long-Covid.

Non è però escluso, secondo la responsabile della ricerca Susi Kriemler, che anche i bimbi infettati che non presentano gli anticorpi siano protetti da altri meccanismi del sistema immunitario come le cellule T.  

Alain Berset
© Keystone / Salvatore Di Nolfi

Il ministro della sanità Alain Berset ha ammesso di essersi fidato troppo del parere espresso dai consulenti scientifici, in particolare all’inizio della pandemia in merito al controverso uso delle mascherine.

È stato “molto comodo” per il Consiglio federale ascoltare semplicemente i consigli della scienza e attuarli, ha detto giovedì il politico friburghese durante il programma “Gredig direkt” della Radiotelevisione svizzera SRF.

Molti esperti ascoltati dalle autorità federali, ha precisato Berset, asserivano che la popolazione non avrebbe saputo utilizzare in modo corretto le mascherine e questo avrebbe avuto conseguenze negative sui contagi.

Nella comunità scientifica però non tutti concordano con le affermazioni del consigliere federale. L’epidemiologo Christian Althaus ad esempio sostiene che la task force di cui faceva parte aveva avvertito il governo nel maggio 2020 sull’efficacia di queste protezioni sanitarie.

Pensionati su una panchina
Keystone / Emilio Morenatti

Gli svizzeri saranno prossimamente chiamati alle urne per decidere sulla tredicesima mensilità Avs a favore dei pensionati.

L’iniziativa lanciata dall’Unione sindacale svizzera (USS) ha infatti già raccolto 137’000 firme (il termine per la consegna delle 100’000 richieste dalla Costituzione per la sua riuscita scade il prossimo 14 novembre).

In un’intervista il presidente dell’USS Pierre-Yves Maillard – secondo il quale la velocità con cui sono state messe assieme così tante adesioni “nonostante il coronavirus mostra la sofferenza cui è attualmente confrontata la popolazione – ha affermato di attendersi il voto su questo tema al più tardi entro due anni.  

I costi dell’iniziativa, stimati in 3,5 miliardi di franchi all’anno, dovrebbero essere finanziati prevalentemente con gli utili della Banca nazionale (Bns). La rendita minima dell’Avs, nel caso venga accettata da popolo e cantoni la proposta, passerà così dagli attuali 1’185 a 1’284 franchi.

  • La notizia riportata sul sito di informazione SWI swissinfo.ch
  • Il sitoCollegamento esterno dei promotori dell’iniziativa sulla 13esima AVS illustra le motivazioni della proposta
  • Il complesso sistema pensionistico in Svizzera illustrato in un servizio multimediale di tvsvizzera.it

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momorabilia di Federer
Keystone / Ennio Leanza

Racchette, magliette e altri effetti personali di Roger Federer saranno battuti all’asta da Christie’s su internet dal 23 giugno al 14 luglio.

La “più importante collezione di cimeli sportivi di un singolo proprietario mai vista sul mercato” – secondo le parole del dirigente della nota casa d’aste britannica Bertold Mueller – viene messa in vendita per scopi benefici.

Il campione elvetico, da sempre impegnato in iniziative di solidarietà, intende infatti promuovere progetti didattici in Sudafrica e Svizzera attraverso la The Roger Federer Foundation, cui sono destinati questi proventi.

La vendita online di circa 300 lotti cumulati in 21 anni di carriera, dal suo debutto alle Olimpiadi di Sydney nel 2000, sarà preceduta da un’asta dal vivo che si svolgerà domenica e che attiene esclusivamente memorabilia provenienti dai quattro tornei del Grande Slam (Australia, Parigi, Londra, Usa).



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