Sarà completata nel 2007 la liberalizzazione del mercato dell’elettricità
Lo ha deciso mercoledì il parlamento, approvando la legge che prevede una liberalizzazione progressiva e che va anche incontro alle centrali idroelettriche, per prevenire un eventuale referendum.
Le Camere federali hanno approvato tacitamente il compromesso raggiunto dalla conferenza di conciliazione. Quest’ultimo autorizza la Confederazione ad accordare prestiti per il rinnovo delle centrali idroelettriche, in difficoltà a causa dell’apertura del mercato.
Questi prestiti potranno essere concessi solo in casi eccezionali, durante al massimo 20 anni, e soltanto se sono intesi a migliorare «considerevolmente il rendimento delle centrali interessate e la loro compatibilità con l’ambiente». Dovranno essere rimborsati non appena la situazione finanziaria dell’impresa lo consentirà.
Le Camere hanno pure accettato di rendere gratuito il trasporto dell’elettricità, prodotta con energia rinnovabile (solare, biomassa, eolica), per le piccole centrali (potenza inferiore ai 1000 kW). Il trasporto sarà pure gratuito per le centrali idroelettriche la cui potenza massima non supera i 500 kW.
Questo compromesso non ha però accontentato tutti. Agli Stati come al Nazionale, una parte dei radicali e dei centristi hanno fatto il muso lungo. Certuni hanno addirittura annunciato che si opporranno in votazione finale, venerdì.
Questi due provvedimenti «inutili» produrranno distorsioni del mercato, ha criticato il consigliere nazionale Ulrich Fischer (PLR/AG). Il trasporto gratuito dell’elettricità – ha rincarato Christian Speck (UDC/AG) – costerà ai consumatori da 40 a 50 milioni di franchi all’anno. Ma la sinistra è insorta contro queste argomentazioni.
Il ministro dell’energia Moritz Leuenberger ha dal canto suo ritenuto che con queste «misure d’accompagnamento» la legge sia equilibrata. «Penso che anche in caso di referendum, che non mi sembra necessario, riusciremo a convincere la maggioranza del popolo», ha dichiarato Leuenberger.
La legge sull’apertura del mercato dell’elettricità dovrebbe permettere di ridurre i prezzi operando sulla concorrenza. La liberalizzazione sarà completa sei anni dopo l’entrata in vigore. Secondo il parlamento, un’apertura troppo rapida metterebbe in pericolo le centrali idroelettriche, che forniscono il 56 percento dell’energia elettrica nazionale, e sarebbe tecnicamente impossibile.
Il mercato dell’elettricità sarà aperto nella misura del 30 percento dall’entrata in vigore della legge, probabilmente l’anno prossimo. Dopo tre anni, la liberalizzazione raggiungerà il 50 percento fino all’apertura totale dal 2007.
Sin dall’inizio, i grossi consumatori i cui bisogni superano i 20 gigawattora (circa 110 imprese) potranno acquistare corrente presso il produttore di loro scelta. Gli altri, le piccole e medie imprese (PMI) e i privati, dovranno dal canto loro approfittare degli sconti di prezzo concessi dalle imprese distributrici di corrente.
Il parlamento ha ancora specificato nella legge che tutte le regioni, anche quelle periferiche, dovrebbero approfittare della nuova situazione e di prezzi «accessibili». I cantoni e il Consiglio federale dovrebbero prendere misure per compensare eccessive differenze di costo di trasporto dell’elettricità.
Il mercato sarà sorvegliato da una commissione d’arbitrato, che verificherà i prezzi e prenderà posizione sulle vertenze concernenti il trasporto di corrente. La legge prevede ancora l’istituzione di una società nazionale di diritto privato per lo sfruttamento della rete di trasporto, che dovrà essere maggioritariamente in mani svizzere. Indipendente dalla produzione e dalla distribuzione di corrente, quest’ultima dovrà garantire un accesso alla rete indiscriminato.
swissinfo e agenzie
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