Shoah: Germania, morto Kunz, accusato crimini nazisti
(Keystone-ATS) BERLINO – Il presunto criminale nazista Samuel Kunz, al terzo posto nella lista ‘nerà della Fondazione Simon Wiesenthal, è morto giovedì scorso, all’età di 89 anni. Scompare così il protagonista di quello che, l’anno prossimo, sarebbe stato uno degli ultimi grandi processi a un ex membro del regime. Il processo a Kunz era previsto per la primavera del 2011, ma è stato annullato oggi. L’anziano, originario dell’ex Unione sovietica, conosciuto anche come il ‘boia di Belzec’, era sospettato di avere contribuito a uccidere centinaia di migliaia di ebrei durante l’Olocausto.
È proprio nel campo di sterminio di Belzec, vicino alla città polacca di Lublino, infatti, che Kunz avrebbe compiuto uno dei più grandi crimini contro l’umanità: l’uomo era stato incriminato lo scorso 29 luglio per concorso nell’omicidio di 430.000 ebrei – fra il gennaio 1942 e il luglio 1943 – e per aver personalmente sparato a dieci di loro. Il caso di Kunz venne alla luce durante l’indagine su John Denjanjuk, il presunto ex criminale nazista attualmente sotto processo a Monaco di Baviera con l’accusa di aver contribuito ad uccidere 27.900 ebrei durante l’Olocausto.
Come Demjanjuk, Kunz era nato nell’ex Unione sovietica e aveva servito nell’Armata rossa. Quindi era stato catturato dai tedeschi ed era diventato una guardia di lager. Dopo la guerra, aveva lavorato come impiegato pubblico e non era finito nel mirino degli investigatori tedeschi perché non era un ufficiale. Per il direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme, Efraim Zuroff, la morte di Kunz è stata un duro colpo.
“Il fatto che Kunz possa aver vissuto impunemente per decenni in Germania – ha commentato – è il risultato di un errore della strategia d’inchiesta, che di fatto ha ignorato tutti coloro che non avevano il grado di ufficiale”. Intanto, uno scrittore e storico tedesco, Stefan Klemp, è tornato sul caso di un altro presunto criminale nazista, Aribert Heim – soprannominato “Dottor Morte” – con un libro presentato qualche giorno fa a Berlino.
Klemp ha messo in dubbio la notizia del febbraio 2009 secondo cui l’uomo sarebbe morto di cancro nel 1992 in Egitto. Lo stesso centro Simon Wiesenthal non ha mai creduto alla morte di Heim e continua ancora a cercarlo.