Immigrazione in leggera diminuzione

A fine agosto 2010 vivevano in Svizzera complessivamente 1'702'446 stranieri, di cui la maggior parte sono originari dei paesi dell'Unione europea (Ue) e dell'Associazione europea di libero scambio (Aels). Rispetto all'anno scorso, si registra un leggero calo dell'immigrazione, pari ad oltre 5'900 persone.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 ottobre 2010 - 14:12
swissinfo.ch e agenzie

L'effettivo dei cittadini dell'Ue e dall'Aels è aumentato in modo meno marcato (+3,1%) nel corso dei primi 8 mesi del 2010, rispetto al medesimo periodo dello scorso anno (+4,6%). Ciò è dovuto in primo luogo alla congiuntura economica fragile osservata lo scorso anno e all'inizio dell'anno in corso, sottolinea l'Ufficio federale della migrazione in una nota pubblicata venerdì.

A fine agosto 2010 l'effettivo della popolazione residente straniera proveniente da altri Stati era di 616'613 persone, con un aumento dello 0,4% rispetto alla fine di agosto 2009. Questa evoluzione rispecchia la politica migratoria del governo svizzero ed è il risultato del sistema di autorizzazioni previsto dalla nuova legge sugli stranieri, che permette di reclutare nei paesi non membri dell'Ue e dell'Aels soltanto manodopera particolarmente qualificata.

In ordine d'importanza, la progressione più netta dal 1°settembre 2009 al 1°agosto 2010 è stata segnata dai cittadini del Kosovo (+34'750), seguiti dai cittadini tedeschi (+13'262), portoghesi (+7'548), francesi (+4'458) e Eritrei (+2'228). L'aumento dei cittadini kosovari è da ricondursi in primo luogo al fatto che con l'indipendenza del Kosovo, intervenuta il 17 febbraio 2008, molti kosovari residenti in Svizzera hanno assunto la cittadinanza del loro paese (mentre in precedenza erano registrati quali cittadini serbi).

È invece in calo il numero di cittadini serbi (-38'520), della Bosnia-Erzegovina (-1'632), della Croazia (-1'279), dello Sri Lanka (-1'274) e dell'Italia(-1'068). Queste cifre confermano la tendenza registrata negli ultimi anni.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo