Le donne incinte conoscono male i loro diritti sul lavoro
Non si possono discriminare le donne in gravidanza sul posto di lavoro. Le leggi in proposito sono chiare ma sono ancora molte le donne che non le conoscono e che non riescono quindi a far valere i loro diritti.
La Federazione svizzera dei sindacati cristiani (FSSC), dando giovedì il via ad una campagna informativa, ha spiegato che il binomio lavoro e maternità è una realtà sempre più diffusa nella nostra società. La migliore formazione scolastica delle donne e la necessità di portare a casa un secondo stipendio per arrivare alla fine del mese sono i motivi che hanno condotto a questo mutamento sociale.
L’obiettivo della campagna inforMaternità – parola composta dai termini informazione, formazione, maternità – è di dare alle donne in attesa di un figlio informazioni chiare e complete sui loro diritti sul posto di lavoro. «La nostra campagna vuole sensibilizzare donne e professionisti specializzati, ma anche i politici», ha dichiarato Anne Walder Pfyffer, direttrice del progetto e responsabile alla FSSC dei dossiers uguaglianza e diritto del lavoro. «Speriamo che i legislatori, leggendo i nostri lavori, possano trovare uno spunto per nuove normative a sostegno delle donne che lavorano».
Ad eccezione del rifiuto dell’assicurazione maternità in votazione il 13 giugno scorso, diversi passi avanti sono stati fatti negli ultimi anni, secondo la Walder Pfyffer, in special modo grazie alla Legge sull’uguaglianza tra uomo e donna e alla nuova Legge sul lavoro.
Il progetto d’informazione, realizzato in collaborazione con la Federazione svizzera delle levatrici, la Lega svizzera delle donne cattoliche, la Federazione svizzera delle donne protestanti e grazie al sostegno finanziario dell’Ufficio federale per l’uguaglianza fra uomo e donna, si avvale di diversi strumenti divulgativi.
È stato pubblicato anche un manuale, in cui sono riassunte le basi giuridiche che tutelano le donne incinte e le madri che esercitano un’attività professionale. Chi desidera un consulto personalizzato può telefonare il martedì dalle 13.30 alle 15.30 al numero 091 921 15 51. All’ascolto ci sarà la segretaria dell’Organizzazione cristiano sociale ticinese.
swissinfo e agenzie
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