Obsoleto e discriminatorio l’articolo sulle diocesi
I vescovi svizzeri invitano il popolo svizzero ad approvare con un deciso sì la soppressione dell'articolo costituzionale, che subordina l'istituzione di nuove diocesi all'approvazione della Confederazione. La posizione dei vescovi svizzeri è stata illustrata lunedì a Berna, in vista della votazione popolare del 10 giugno.
Quell’articolo (72, alinea 3) è un retaggio del passato, del periodo del «Kulturkampf» e non può più trovare spazio in una moderna Costituzione, afferma la Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS). Ma attenzione, avverte il vescovo ausiliare di Ginevra mons. Pierre Farine: «il Kulturkampf non è ancora superato».
Le Chiese in Svizzera dovranno riuscire a «rivisitare la loro memoria con coraggio e senza compiacimento». Solo così potranno risanare certe ferite.
L’abolizione dell’articolo costituzionale, se le Chiese sapranno cogliere questa opportunità, potrebbe insomma divenire il punto di partenza verso «altri cammini ecumenici liberati, purificati da un passato che impedisce di avanzare».
Già in passato – ricorda la CVS – sono stati soppressi altri articoli, quali quello sui Gesuiti (1973), sugli Ebrei (1874), sull’eleggibilità di ecclesiastici in Parlamento (1993). L’attuale articolo sulle diocesi rappresenta una discriminazione nei riguardi di una sola comunità religiosa, quella cattolica.
Esso, proseguono i vescovi, costituisce una eccezione problematica sia dal profilo del diritto internazionale, che nazionale ed ecclesiastico. «Contravviene al principio fondamentale della libertà delle Chiese di organizzarsi per proprio conto, indipendentemente dallo Stato, secondo le esigenze pastorali che meglio convengono loro». Per mons. Koch, l’articolo 72,3 rappresenta un «Sonderfall» a livello mondiale rispetto al diritto delle religioni. Esso va abrogato «puramente e semplicemente».
I vescovi inoltre non si oppongono all’inserimento nella Costituzione federale di un articolo sulle religioni, come è negli auspici delle Chiese evangeliche. Si dicono pronti a prendere parte alle trattative, ma si tratta di un lavoro di ampio respiro da portare avanti indipendentemente dall’abrogazione dell’articolo sulle diocesi.
La CVS rammenta che i primi due alinea dell’art. 72 rimarranno in vigore: il primo attribuisce ai Cantoni la competenza di regolare i rapporti tra Chiesa e Stato; il secondo abilita la Confederazione e i Cantoni ad adottare misure volte a preservare la pace religiosa.
Anche la Conferenza centrale cattolica romana è favorevole ad abrogare l’articolo costituzionale ed auspica l’elaborazione di un nuovo articolo costituzionale sulla religione.
swissinfo e agenzie
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