Politica federale

Votazione: cosa chiede l'iniziativa per un'immigrazione moderata?

L'elettorato svizzero il 27 settembre è chiamato a votare sull'iniziativa popolare "Per un'immigrazione moderata", che vuole porre fine alla libera circolazione delle persone con l'Unione europea. Spiegazioni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 agosto 2020 - 16:56

Contenuto dell'iniziativa: L'iniziativa "Per un'immigrazione moderata", chiamata anche "iniziativa per la limitazione", è stata lanciata dall'Unione democratica del centro (UDC, destra conservatrice), la quale vuole che la Svizzera possa controllare la propria immigrazione in modo completamente autonomo. Il testo chiede l'aggiunta di un articolo – il 121b – alla Costituzione, che esclude qualsiasi trattato di libera circolazione delle persone. Se l'iniziativa fosse accettata nel voto popolare, l'accordo concluso nel 1999 con l'Unione europea (UE) dovrebbe essere disdetto entro 12 mesi.

L'UDC intende così fare applicare la sua precedente iniziativa "contro l'immigrazione di massa". Questa ha ottenuto il consenso della maggioranza dei votanti il 9 febbraio 2014, ma è impossibile attuarla fintanto che l'accordo sulla libera circolazione è in vigore, secondo il partito.

I sostenitori: L'iniziativa è sostenuta dall'UDC e dall'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI), che ritengono che l'immigrazione in Svizzera sia ora "incontrollata e sproporzionata". Affermano che il loro testo permetterà di ridurre il numero di immigrati scarsamente formati, di meglio reclutare personale altamente qualificato e di diminuire la pressione su occupazione, salari, prezzi degli immobili, terreni coltivabili e assicurazioni sociali.

Gli oppositori: il governo svizzero, le due Camere del parlamento e tutti gli altri partiti politici nel Paese invitano il popolo a respingere questa iniziativa. Costoro avvertono che abbandonare la libera circolazione limiterebbe le opportunità di esportazione per le aziende svizzere, minaccerebbe certi posti di lavoro, porterebbe un aumento dei prezzi e aggraverebbe la carenza di manodopera qualificata. Anche i diritti e l'accesso al mercato del lavoro dei 760'200 svizzeri residenti all'estero sarebbero messi in discussione, aggiungono.

La situazione attuale: la destra conservatrice si trova sola contro tutti, ma lo è stata anche nel 2014 quando ha vinto la votazione sull'iniziativa "contro l'immigrazione di massa". Tuttavia, il contesto è cambiato: per l'UDC sarà difficile puntare sulla paura di un massiccio afflusso di lavoratori dall'UE, poiché l'immigrazione europea è diminuita dal 2013.

Questa votazione mette ulteriormente a dura prova i contatti tra Berna e Bruxelles: i negoziati sull'accordo quadro istituzionale, che dovrebbe disciplinare le relazioni a lungo termine tra la Svizzera e l'UE, sono attualmente sospesi e dipendono dalla decisione popolare del 27 settembre.

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