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Svizzeri temono futuro senza corrente e guardano al nucleare

Keystone-SDA

L'energia proveniente esclusivamente dall'acqua, dal sole e dal vento non è in grado di garantire che la Svizzera disponga di un approvvigionamento elettrico sufficiente a lungo termine.

(Keystone-ATS) È l’opinione della maggioranza degli svizzeri, secondo un sondaggio pubblicato oggi dalla SonntagsZeitung.

Il 58% degli interpellati dall’istituto demoscopico Gfs.bern teme che l’attuale orientamento della politica energetica possa causare problemi nell’approvvigionamento elettrico tra dieci anni. Per questo motivo cresce in generale l’accettazione dell’energia nucleare: il 79% si dice favorevole al proseguimento dell’esercizio delle centrali esistenti e il 59% ritiene sensato costruire impianti atomici di nuova generazione.

Secondo il domenicale questo potrebbe dare slancio all’iniziativa popolare “Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)”, che mira a garantire un approvvigionamento elettrico sicuro senza escludere alcuna tecnologia: concretamente ciò significherebbe la fine dell’attuale divieto di costruire nuove centrali nucleari.

Domani al Consiglio nazionale avrà inizio il grande dibattito sull’orientamento della politica energetica elvetica. Sorvegliato speciale sarà in particolare il Centro, che sull’atomo appare diviso. Come si ricorderà era stata proprio un’esponente di tale partito, l’allora consigliera federale Doris Leuthard, ad avviare nel 2011 l’uscita dal nucleare, sulla scia dell’incidente di Fukushima.

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