The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera
In primo piano
Restate in contatto con la Svizzera

Architetto svizzero in Ungheria: “La libertà è la mia più grande motivazione”

Alain Weber
Alain Weber voleva vivere e lavorare in un paese che fosse completamente diverso dalla Svizzera. SWI swissinfo.ch

Il desiderio di qualcosa di nuovo e l'amore lo hanno portato a Budapest. Nella capitale ungherese, Alain Weber, architetto indipendente, progetta case per clienti provenienti da Ungheria, Germania e Svizzera.

Chi vuole avviare un’attività indipendente in un Paese straniero dovrebbe prima di tutto conoscere la lingua locale. È questo il consiglio che Alain Weber dà a chi intende lasciare la Svizzera per sbarcare il lunario altrove. Nel 2016 ha lasciato Berna per trasferirsi a Budapest, dove le sue conoscenze di base dell’ungherese gli sono state molto utili.

A portarlo nel Paese dell’Est Europa è stato lo spirito di avventura e l’amore. “Dopo averci vissuto per trent’anni, avevo l’impressione di conoscere la Svizzera. Volevo semplicemente andare alla scoperta di qualcosa di nuovo e di altre culture”.

La nostra serie ritrae cittadine e cittadini svizzeri che fondano, sviluppano e dirigono imprese all’estero. Attraverso i loro percorsi personali mostriamo perché realizzano i propri progetti oltre i confini nazionali, quali condizioni quadro incontrano nei Paesi di residenza e quali sfide e opportunità ne derivano.

Attraverso le loro storie di vita, la serie illustra inoltre come la Quinta Svizzera contribuisca al prestigio economico, culturale e politico della Svizzera nel mondo.

Anhand ihrer Lebenswege zeigt diese Serie zudem, wie die Fünfte Schweiz zur wirtschaftlichen, kulturellen und politischen Ausstrahlung der Schweiz beiträgt.

Alain Weber è nato in Engadina. La sua famiglia si è poi trasferita a Berna quando aveva otto anni. In seguito si è spostato a Zurigo per studiare architettura, dove ha conseguito un master al Politecnico federale. Ha lavorato per tre anni come architetto a Thun e Berna. Nel 2013 ha conosciuto l’ex moglie, di origine ungherese, grazie alla quale ha imparato una nuova lingua. E così è stato più facile per lui lanciarsi in un nuovo progetto di vita quando, insieme a lei, è emigrato in Ungheria.

“Mi sono detto: andiamo e proviamo”. A differenza di Germania e Austria, l’Ungheria era un Paese diverso e la sfida lo allettava. “Volevo vivere in un posto differente”, racconta a Swissinfo.ch.

Dopo il trasferimento della coppia a Budapest, Alain Weber è stato assunto in un ufficio di progettazione ungherese. “È stata un’esperienza preziosa anche in vista della mia futura attività indipendente”, dice.

Per tre anni ha fatto parte di un grande studio di architettura della capitale, partecipando alla progettazione di infrastrutture per stazioni ferroviarie e fermate della metropolitana. Nel lavoro quotidiano con le colleghe e i colleghi, Alain Weber ha imparato la terminologia specialistica ungherese e le particolarità del diritto edilizio del Paese.

Altri sviluppi

Dibattito
Moderato da: Melanie Eichenberger

Siete svizzeri, vivete all’estero e avete lanciato un’attività in proprio?

Raccontateci il vostro percorso imprenditoriale all’estero.

6 Mi piace
7 Commenti
Visualizza la discussione

Esame di abilitazione nonostante il diploma svizzero

“Questo periodo come dipendente mi è servito molto, anche se a volte le giornate erano molto impegnative”, ricorda. Lanciarsi subito in un’attività indipendente gli era sembrato un po’ un azzardo. Anche se avesse voluto, avrebbe comunque dovuto aspettare. Nonostante il diploma conseguito nel 2012 all’ETH di Zurigo, Weber ha dovuto sostenere un esame di abilitazione in ungherese.

Il motivo: “In Svizzera, il titolo di architetto non è protetto, mentre in Ungheria sì”. Gli svizzeri e le svizzere che desiderano esercitare la professione di architetto o architetta in modo indipendente all’estero devono quindi, se il Paese lo richiede, dimostrare nuovamente le loro competenze professionali. Solo se si è iscritti all’Ordine degli architetti e si possiede un numero di abilitazione è possibile presentare una domanda di costruzione.

Anche se ciò ha significato diversi mesi di studio, Alain Weber era convinto che solo grazie alla certificazione avrebbe potuto aprire un suo studio privato. “Come indipendente in Ungheria guadagno di più che da impiegato”. Ciò che più gli interessava era poter pianificare da solo le sue giornate. “La libertà è la mia più grande motivazione. Stare tutto il giorno in un grande ufficio insieme a tante altre persone non fa per me”.

E così, nel 2020, ha deciso di mettersi in proprio. Ed è stato quasi un gioco da ragazzi, racconta. “In Ungheria è possibile creare una ditta individuale nel giro di poche ore. Per una società a responsabilità limitata basta un giorno”. La contabilità è invece piuttosto complessa ed è per questo, che per legge, è necessario affidarsi a un contabile esterno. “È un sistema molto burocratico, ma funzionante”.

Ma anche qui non è tutto all’acqua di rose. Alain Weber considera il tasso fiscale molto elevato, così come l’IVA, che al 27% è la più alta nell’Unione europea.

Progettare a prezzi moderati

La scelta di creare una sua ditta si è rivelata azzeccata. Attualmente segue otto progetti. Proprio come lui, anche la sua clientela ha i piedi per terra. Molte persone che arrivano dalla Germania, dall’Austria o dalla Svizzera apprezzano il fatto di poter comunicare in tedesco con un architetto per la realizzazione dei loro progetti in Ungheria.

“La clientela germanofona è la mia nicchia di mercato”, dice. Molti si trasferiscono in Ungheria per motivi economici o politici. Alcuni vogliono progettare e costruire una casa senza spendere un occhio della testa, altri invece desiderano ristrutturare o ampliare un edificio esistente. “Cerco sempre una soluzione valida. E questa può benissimo essere semplice”.

A lui non interessa il lusso e non è nemmeno l’obiettivo di buona parte di chi lo contatta. Allo stesso tempo, Alain Weber collabora da Budapest con studi d’architettura svizzeri, assistendoli nella fase di progettazione.

Si è adattato al mercato ungherese, con tutto ciò che lo differenzia da quello elvetico. “Le domande di permesso di costruzione sono molto più dettagliate che in Svizzera”, spiega. La sua conoscenza approfondita delle procedure evita alle clienti e ai clienti provenienti dall’estero inutili problemi con le autorità competenti.

Anche le esigenze in materia di qualità sono diverse. Se le svizzere e gli svizzeri danno spesso molta importanza agli standard di qualità, e sono quindi disposti anche ad allargare i cordoni della borsa, la gente locale si accontenta talvolta della soluzione più economica. “Qui i mezzi finanziari sono di solito più limitati”, spiega Weber, e quindi molte persone non possono permettersi la soluzione migliore. Questo può però avere conseguenze sulla qualità dell’esecuzione.

Con la scelta più economica non si risparmia necessariamente. Infatti, a causa di lavori eseguiti male, Alain Weber chiede talvolta che vengano migliorati o rifatti. “Col senno di poi sarebbe stato meglio spendere qualche soldo in più fin dall’inizio”, sottolinea.

Lavorare con una rete di freelance

Per quanto riguarda la qualità della progettazione, non vede alcuna differenza rispetto alla Svizzera. “La formazione in architettura è ottima in Ungheria”, evidenzia Weber, ricordando che a non soddisfare le attese è spesso l’esecuzione pratica.

L’indipendenza presuppone anche la capacità di adattarsi alle fluttuazioni del volume di lavoro. C’è stato un periodo in cui Alain Weber dirigeva uno studio con quattro dipendenti. Oggi preferisce collaborare con una rete di architetti e architette freelance.

Per lavorare in questo modo, i progetti sono archiviati online su un server, al quale le collaboratrici e i collaboratori possono accedere ovunque si trovino. Weber è spesso in viaggio per incontrare le clienti e i clienti. Per il resto lavora da casa. Ciò gli permette di organizzare indipendentemente le sue giornate e di trascorrere del tempo con la figlia. Inoltre non deve affittare un ufficio né pagare un team di dipendenti.

Nel frattempo si sente perfettamente a suo agio a Budapest e apprezza tanto la vivacità di una grande città quanto le tranquille aree verdi nei dintorni. “Sono piuttosto un uomo di città anche se sono cresciuto a quasi 2’000 metri di quota sull’altipiano dell’Engadina”. Attualmente non gli mancano né la Svizzera né le sue montagne. L’Ungheria è diventata la sua nuova patria.

Articolo a cura di Balz Rigendinger/me

Traduzione di Luca Beti

Altri sviluppi

I più letti
Quinta Svizzera

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR