Swissmem: cauto ottimismo in una ripresa fragile
Secondo Swissmem le imprese svizzere continuano a mostrare una buona solidità, anche se la situazione non è esente da rischi, in un contesto geopolitico segnato dalla guerra in Medio Oriente e dai dazi statunitensi.
(Keystone-ATS) “La ripresa del settore tecnologico svizzero prosegue. Rimane tuttavia fragile, distribuita in modo diseguale e ha recentemente perso slancio”, ha sottolineato Stefan Brupbacher, direttore di Swissmem, citato in un comunicato odierno.
Le aspettative delle imprese per i prossimi dodici mesi denotano un cauto ottimismo. Più di un terzo prevede un aumento degli ordini dall’estero, mentre il 41% conta su un livello stabile.
“Segnali positivi” provengono dall’indice dei direttori degli acquisti, che lascia intravedere una crescita in quasi tutti i mercati importanti.
L’associazione del comparto metalmeccanico ed elettrotecnico elvetico non manca tuttavia di sottolineare i molteplici rischi che le aziende elvetiche devono affrontare. Swissmem cita il protrarsi della guerra in Iran, l’aumento dei costi e le difficoltà di approvvigionamento.
Senza dimenticare i dazi doganali statunitensi al 12,5% in vigore dalla fine di luglio, ovvero 2,5 punti percentuali in più rispetto a quelli applicati ai prodotti europei. Tra i membri intervistati, il 42% delle imprese riesce a malapena a far fronte a questa differenza, più di un terzo deve aumentare i prezzi per i clienti statunitensi, mentre il 17% dovrà sostenere autonomamente i costi aggiuntivi.
Swissmem accoglie con favore l’accordo con il Mercosur e, più recentemente, quello concluso la scorsa settimana con la Cina. Questo accordo di libero scambio “consente alle aziende dell’industria tecnologica svizzera un migliore accesso al mercato cinese”.