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L'Ufficio federale di giustizia (UFG) ha respinto il 7 marzo la richiesta italiana di arrestare un presunto membro della 'ndrangheta in Svizzera. Le prove fornite erano vaghe e insufficienti, ha dichiarato oggi all'ATS il suo portavoce Folco Galli.

Nella richiesta non era chiaro che cosa si rimproverasse concretamente alla persona in questione, ha detto Galli, interpellato su dichiarazioni del procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone: il magistrato ha detto alla radiosvizzerotedesca DRS di aver trasmesso un mandato d'arresto internazionale a Berna, che però non ha reagito. La magistratura italiana può completare la sua richiesta in qualsiasi momento, ha aggiunto Galli.

Riferendo sull'operazione Crimine 2 con 41 mandati d'arresto complessivi condotta ieri in Italia, Germania, Canada e Australia contro esponenti della mafia calabrese, la stampa della Penisola ha parlato anche di un presunto clan della 'ndrangheta nel canton Turgovia, a Frauenfeld. La Procura cantonale ha indicato oggi di non sapere nulla dell'indagine. Christoph Greminger, portavoce della polizia cantonale, ha detto all'ATS che non ci sono indizi di presenze mafiose sul territorio cantonale.

A pochi chilometri, oltreconfine nel distretto di Costanza, sono stati arrestati ieri cinque presunti membri della 'ndrangheta, uomini fra i 32 e i 58 anni. Tre di loro lavoravano regolarmente in fabbriche o su cantieri, riferisce l'agenzia stampa tedesca Dpa. La stampa italiana parla di rapporti tra un clan di Singen, nel medesimo distretto, con altri clan a Francoforte (dove è stato arrestato un 45enne presunto membro di alto rango della 'ndrangheta) e a Frauenfeld. Secondo il procuratore della repubblica Pignatone ci sarebbe stata una disputa territoriale tra il clan di Singen e il clan in Svizzera.

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SDA-ATS