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BIENNE - Lo squilibrato che da tre giorni tiene la città di Bienne con il fiato sospeso è ancora in fuga. La polizia ha tracciato il suo profilo psicologico: l'uomo odia lo Stato ed ha pianificato la sua azione nei minimi dettagli, compresa la sua morte.
"Si è preparato per anni a un conflitto armato con la polizia", ha affermato oggi in conferenza stampa il negoziatore responsabile della polizia bernese Herter Matthias. Nel diario dell'uomo, che tre giorni fa ha ferito gravemente un poliziotto sparandogli un colpo di fucile, figurano tutte le tappe della sua personale lotta contro le autorità e la polizia.
Il 67enne ha vissuto volontariamente ai margini della società e isolato dal resto del mondo. L'odio che nutriva nei confronti dello Stato e dei suoi rappresentanti non conosceva limiti. L'uomo temeva soprattutto di essere internato. Nelle centinaia di pagine scritte in alcuni decenni, ha denunciato il sistema e lo Stato, ha spiegato Herter. L'unico modo che ha previsto per uscire da questa situazione sembra essere la sua morte.
Alla luce di queste constatazioni, il comandante della polizia cantonale Stefan Blättler ha deciso un cambiamento di strategia: il numero di agenti in uniforme è stato ridotto a favore di poliziotti in borghese. Sono inoltre state prese misure di protezione per assicurare l'incolumità del prefetto di Bienne, del suo vice e di altri membri delle autorità civili e giudiziarie.

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SDA-ATS