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Cina: niente più verginità artificiale online

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 febbraio 2012 - 20:17
(Keystone-ATS)

Disperazione, stupore e sarcasmo sul web cinese dopo la notizia del divieto di vendita online dell'imene artificiale, una membrana gelatinosa molto acquistata su internet dalle ragazze cinesi per simulare la verginità ormai perduta. La decisione è stata presa dopo aver scoperto che il prodotto contiene sostanze che potrebbero provocare infezioni.

"Gli ingredienti con i quali vengono fatte questi imeni artificiali - spiega la dottoressa Zhang Zhengrong, ginecologa all'ospedale 411 dell'esercito cinese - presentano rischi alla salute delle donne, portando infezioni vaginali. Meglio ricorrere a specialisti per la ricostruzione dell'imene.

Sono molte - prosegue la dottoressa parlando con il Shanghai Daily - le ragazze tra i 20 e i 30 anni che ricorrono alla chirurgia ricostruttiva dell'imene poco prima di sposarsi, per dimostrare di essere arrivate vergini al matrimonio".

Du Bing, dell'amministrazione centrale del cibo e dei farmaci ha detto che questo prodotti non sono mai stati approvati dalle autorità sanitarie del paese, nonostante venissero venduti ed esportati anche all'estero, e per questo si è deciso di stringere il controllo sulla loro vendita. Ma i rischi non sembrano aver fermato le cinesi: stanno andando a ruba, infatti, prodotti giapponesi molto simili.

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