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SEUL - Il leader nordcoreano Kim Jong-il stringe la presa sui militari e assegna la prima carica pubblica al terzogenito Kim Jong-un (generale a quattro stelle), punto di partenza della scalata ai vertici del regime di colui che è considerato il suo successore, nell'ambito di una manovra blindata e accompagnata dalla promozione di familiari e fedelissimi.
Il primo atto del Congresso del Partito dei lavoratori ha visto oggi la conferma del "caro leader" a segretario generale, a rimarcare l'assoluto controllo e l'indiscussa guida grazie all'investitura plebiscitaria dei circa 3'000 delegati, riuniti nella grande Mansudae Assembly Hall di Pyongyang, per dare vita "a un momento storico", ha annunciato la tv ufficiale.
L'evento è il primo del suo genere in 44 anni e il più importante dal 1980, anno d'investitura di Kim Jong-il a delfino da parte di Kim Il-sung, suo padre e fondatore dello Stato. L'attesa, questa volta, è per Kim Jong-un e la sua investitura alla guida del regime comunista, unico caso nella storia, ormai prossimo alla terza generazione.
Il "caro leader" ha nominato in totale di 39 generali, di cui sei con "quattro stelle", tra cui il terzogenito di 27-28 anni e la sorella Kim Kyoung-hui, 64 anni, nota come la "lady Macbeth di Pyongyang" che con il marito Jang Song-taek, da giugno nel ruolo di vicepresidente della Commissione nazionale di difesa, avrà il compito della reggenza fino alla maturità del nipote.
Il motivo per cui è in corso una successione dinastica è che Kim Il-sung ha dato vita a un'ideologia nazionale, Juche, che mescola elementi di comunismo e autarchia con una forte dose di valori confuciani, a esaltare il legame ideale tra padre e figlio come modello per tutte le relazioni umane e sociali, anche tra governanti e governati.
Kim Kyoung-hui, ha scritto di recente Yuriko Koike, la prima ministra della difesa del Giappone, è stata descritta come l'unica persona in grado di esercitare un'influenza senza pari sul "caro leader": parlando al comitato centrale dopo la morte di Kim Il-sung, l'attuale dittatore disse che "Kim Kyong-hui è parte di me stesso, le sue parole sono le mie e le sue istruzioni sono le mie".
Nel caso di scomparsa prematura di Kim, 68 anni, che si ritiene esser stato colpito da ictus nell'agosto del 2008 e alle prese con malanni gravi e cronici, si aprirebbe una transizione dai contorni indefiniti. "Vi è la crescente convinzione che Kim Jong-il potrebbe, in qualsiasi momento, designare sua sorella a custode dell'erede di terza generazione, dopo la sua morte. Ma Kim Kyong-hui - ha osservato ancora la Koike - potrebbe avere altri piani, come succedere direttamente a Kim Jong-il in forza del 'suo sangue'".
Tutti scenari al momento non imminenti: con la direttiva numero 0051, diffusa in piena notte prima del Congresso, Kim Jong-il ha rinnovato la fiducia verso i militari promuovendo Ri Yong-ho, capo di Stato maggiore generale dell'esercito, al grado di vicemaresciallo, in una mossa di distensione verso l'elite militare, il cui sostegno è fondamentale per la leadership di Kim Jong-un, educato in Svizzera durante l'adolescenza e che si ritiene assomigli al padre per aspetto e personalità.

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SDA-ATS