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Coronavirus: ripresa contagi in Scozia, lockdown a Glasgow

La premier scozzese Nicola Sturgeon (foto d'archivio) KEYSTONE/EPA/FRASER BREMNER / SCOTTISH DAILY MAIL / POOL / POOL sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 02 settembre 2020 - 11:41
(Keystone-ATS)

Tornano le restrizioni del lockdown sui contatti sociali a Glasgow, in Scozia, sulla scia del nuovo incremento di contagi di coronavirus registrato nella nazione più settentrionale della Gran Bretagna.

L'annuncio è stato dato oggi a Edimburgo dalla first minister locale scozzese, Nicola Sturgeon, precisando che il giro di vite scatterà dalla mezzanotte nell'area urbana della città e in due sobborghi.

Dei 314 nuovi casi diagnosticati negli ultimi due giorni in Scozia, in aumento rispetto alle ultime settimane, 135 hanno riguardato Glasgow e dintorni, dove il tasso d'infezione è adesso doppio rispetto alla media nazionale, ha notato Sturgeon parlando di decisione "difficile e frustrante", ma vitale da un punto di vista precauzionale.

Nel resto del Regno Unito i dati di ieri hanno segnalato invece un calo sia di decessi (scesi a 3 in tutto il Paese nelle 24 ore), sia di contagi, passati a circa 1200 contro gli oltre 1500 del giorno prima sebbene ancora oltre quota mille a differenza di quanto registrato per quasi tutto agosto.

Mentre è polemica da parte di un'associazione di parenti di alcune vittime britanniche del Covid-19 che chiedono al governo Tory di Boris Johnson d'istituire subito (e non più avanti, come ipotizza Downing Street) una commissione d'inchiesta indipendente con poteri legali sulla gestione della pandemia sull'isola: associazione che il premier, scrive il Guardian, ha fatto sapere per ora di non poter ricevere "malgrado le promesse".

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