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Angela Merkel assapora il trionfo dopo la strepitosa vittoria conseguita ieri dalla sua Cdu-Csu alle urne e si è messa subito alla ricerca di un alleato per formare il nuovo governo del suo terzo mandato.

La caccia però potrebbe rivelarsi non facile: l'opzione più probabile è una grande coalizione con la Spd, ma i socialdemocratici potrebbero voler vendere molto cara la pelle. Oggi la cancelliera ha già fatto il suo primo statement politico: "La Germania ha bisogno di un governo stabile", ha detto dopo una riunione del direttivo Cdu in quella che viene letta come una esplicita avance in direzione Spd. Ma la corte potrebbe risultare ostica e la corteggiata molto schizzinosa. La cancelliera ha detto di avere già avuto "un primo contatto" con il leader Sigmar Gabriel, il quale ha manifestato disponibilità al dialogo - altra risposta in Germania del resto non sarebbe stata possibile - pregandola però di pazientare almeno fino al congresso della Spd in programma per il 27. Comunque, ha sottolineato Gabriel, "non esiste nessun automatismo in direzione di una grande coalizione". Come dire, non si illuda che basti alzare un dito che diciamo subito sì a una proposta di matrimonio. "Non tocca a noi fare in modo di trovare una maggioranza , ma a Frau Merkel", ha aggiunto.

Secondo i commentatori, la Spd è poco entusiasta all'idea di un nuova coalizione con la Cdu-Csu, e un'ala interna molto consistente è del tutto contraria. Ha già fatto una volta l'esperienza, nel 2005-2009, quando Peer Steinbrueck era ministro delle Finanze, e allora la Merkel si prese tutti gli allori e la Spd una bastonata al voto nel 2009, incassando il peggior risultato nella storia del partito (23%). Se dunque questa volta sarà costretta, per ragion di Stato, a dire per una seconda volta sì alla Merkel, glielo farà sospirare e anche pagare molto caro in termini di trattative di governo, chiedendo più ministri e più concessioni sul fronte sociale. Se costretta dalle circostanze ad allearsi con la Cdu-Csu, la Spd potrebbe essere tentata di usare la minaccia di un ribaltone a metà legislatura con una maggioranza alternativa rosso-rosso-verde, che ha già i numeri in parlamento.

Persi i suoi alleati preferiti, i liberali, sbaragliati al voto ieri e finiti fuori dal Bundestag, la Merkel dovrà ora sondare tutte le possibilità di alleanze alternative, bussando a destra e a manca dai partiti dell'opposizione, ma anche facendo attenzione a non pestare troppo i piedi alla 'gemellà Csu, che reduce dal grande successo alle regionali in Baviera (dove al voto il 15 ha riconquistato la maggioranza assoluta), vorrà di sicuro far sentire la sua voce. Il leader Csu e governatore della Baviera, Horst Seehofer ha già fatto sapere di preferire una grande coalizione coi socialdemocratici e di non gradire in alcun caso una coalizione con i Verdi: per questa coalizione "non esiste alcuna disponibilità", ha detto. Con i Verdi in effetti le distanze sui contenuti sembrano maggiori, soprattutto in tema di tasse, ma sarebbero più facili da gestire. La Cdu-Csu si presenta come il partito anti tasse, mentre i Verdi nel loro programma elettorale hanno addirittura superato la Spd nella richiesta di aumentare l'aliquota massima per i più abbienti (al 49%).

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SDA-ATS