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Iraq: bagno di sangue dopo assalto Al Qaida a chiesa

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 novembre 2010 - 13:04
(Keystone-ATS)

BAGHDAD - Continua a crescere il bilancio del massacro compiuto da terroristi di al Qaida ieri sera in una chiesa nel centro di Baghdad: fonti della sicurezza, che chiedono l'anonimato, riferiscono questa mattina di oltre 50 morti e circa 80 feriti. Della strage di ieri ha parlato anche il Papa all'Angelus.
Nelle prime ore di oggi è arrivata la rivendicazione, via internet, da parte dello 'Stato islamico in Iraq', un cartello di gruppi terroristi guidati dal ramo iracheno di al Qaida. "Un gruppo di mujaheddin in collera fra i fedeli di Allah ha effettuato un raid in uno dei rifugi osceni dell'idolatria, che era stato sempre usato dai cristiani dell'Iraq come quartier generale per la lotta contro la religione dell'islam", è scritto in un comunicato. Nel testo si pone anche un ultimatum di 48 ore alla Chiesa copta d'Egitto affinché liberi le mogli di due sacerdoti che secondo i terroristi sarebbero "detenute nei monasteri" perché una di loro si sarebbe convertita all'Islam e l'altra starebbe per farlo. E dal Cairo giunge notizia di misure di sicurezza rafforzate nelle chiese e la ferma condanna del ministero degli esteri.
Secondo quanto si è appreso, i fedeli rimasti uccisi sono almeno 37, tra cui due preti, freddati dai terroristi poco dopo la loro irruzione nella chiesa, la Nostra Signora per perpetuo soccorso, nel quartiere Karrada, vicino alla super-fortificata Zona Verde dove hanno sede le massime istituzioni irachene. Tra le forze di sicurezza che hanno compiuto il blitz contro i terroristi, ovvero gli agenti di una squadra di pronto intervento definita la 'Golden Force', i morti sarebbero sette e sette i feriti. I terroristi uccisi sarebbero invece cinque e otto sarebbero stati arrestati.

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