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Macron, Nato in stato di morte cerebrale. Mosca plaude

Il presidente francese Emmanuel Macron. KEYSTONE/EPA AFP POOL/HECTOR RETAMAL / POOL sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 07 novembre 2019 - 20:07
(Keystone-ATS)

"Quella che stiamo vivendo è la morte cerebrale della Nato". Parole pesanti, che spiazzano tutti quelle di Emmanuel Macron. Il presidente francese ha sparato a zero sulle condizioni attuali dell'Alleanza atlantica in un'intervista all'Economist.

"Parole d'oro" per Mosca, che ha esultato per l'uscita del capo dell'Eliseo. Mentre Angela Merkel, che proprio oggi riceveva a Berlino il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, ha bacchettato il francese: "Troppo drastico".

Nella sua intervista, Macron è partito dal tema dell'ormai impossibile intesa fra Stati Uniti ed Europa, facendo l'esempio del comportamento unilaterale della Turchia, membro Nato, in Siria: "Ciò a cui stiamo assistendo è la morte cerebrale dell'Alleanza", ha sentenziato il capo dell'Eliseo, secondo cui "non c'è alcun coordinamento delle decisioni strategiche degli Stati Uniti con i partner della Nato. E senza coordinamento assistiamo ad un'aggressione di un altro partner della Nato, la Turchia, in una zona in cui sono in gioco i nostri interessi". Per Macron, "quanto successo è un problema enorme" e bisogna "chiarire adesso quali sono le finalità strategiche" dell'Alleanza atlantica.

L'interrogativo più inquietante del presidente francese è quello sul futuro dell'articolo 5 del Trattato, quello sulla solidarietà militare fra i Paesi membri se uno viene attaccato: "Cosa sarà domani l'articolo 5? Se il regime di Assad decide di rispondere alla Turchia, noi ci impegniamo? E' una domanda reale. Noi ci siamo impegnati per lottare contro l'Isis. Il paradosso è che la decisione americana di ritirarsi dal nord della Siria e l'offensiva turca hanno lo stesso risultato: il sacrificio dei nostri partner sul terreno che si sono battuti contro l'Isis, le Forze democratiche siriane". Macron ha aggiunto che è ora di non pensare più all'Europa come "un mercato" ma di tornare all'idea di "una comunità", altrimenti "il rischio è grande, quello di scomparire geopoliticamente".

A Berlino, da Angela Merkel, c'era Stoltenberg ed è stato inevitabile per la cancelliera prendere le distanze dal partner francese: "Non credo che un giudizio intempestivo come questo sia necessario - ha sottolineato senza mezzi termini - anche se abbiamo dei problemi, anche se dobbiamo rimetterci in sesto". Le frasi usate da Macron sono "troppo drastiche" e "non corrispondono al mio punto di vista sulla cooperazione in seno alla Nato", ha insistito Merkel, definendo "irrinunciabile" l'Alleanza. Stoltenberg ha aggiunto che la Nato "rimane forte", e che Stati Uniti ed Europa "lavorano insieme più di quanto non abbiano fatto per decenni. A poca distanza, a Lipsia, c'era il segretario di Stato americano Mike Pompeo: "La Nato resta, storicamente, una delle partnership strategiche più importanti". E con l'occasione ha ricordato l'esigenza espressa da Trump nel gennaio 2017 - quando dichiarò "obsoleta" la Nato - di una "miglior condivisione del peso" del finanziamento dell'Alleanza fra i partner.

In serata è giunta l'esultanza di Mosca per le parole di Macron. Parole "sincere", come le ha definite su Facebook la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. Parole "d'oro", che "riflettono l'essenziale: una definizione precisa dello stato attuale della Nato".

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